Il 20 settembre 2026, la città di Melfi diventerà il fulcro delle celebrazioni lucane per la Giornata nazionale in memoria degli Internati Militari Italiani (IMI). La ricorrenza, istituita dalla legge 13 gennaio 2025, n. 6, richiama il sacrificio di più di 650 000 soldati italiani che, dopo l’8 settembre 1943, rifiutarono di aderire alla Repubblica Sociale Italiana e furono deportati nei lager nazisti. In Basilicata, circa 4 000 di questi militari provengono dalle nostre terre, tra cui numerosi giovani di Melfi, la cui storia costituisce una tessera fondamentale della memoria locale.
La stele che Melfi dona alla memoria collettiva
Alle ore 11.00 sarà svelata la Stele commemorativa che rimarrà nel centro della città come testimonianza permanente. Il progetto è nato dall’iniziativa dell’ANPI di Melfi sostenuta dall’Amministrazione comunale, e ha visto la realizzazione di un percorso triennale firmato da ANPI e dall’I.I.S. “Federico II di Svevia”. La stele, frutto dell’impegno degli studenti del Liceo Artistico “Mario Festa Campanile” vuole trasformare il ricordo storico in una memoria viva accessibile a tutti i cittadini.
Il percorso didattico che ha dato vita all’opera
Il lavoro è iniziato tre anni fa con un protocollo d’intesa tra le istituzioni scolastiche e l’ANPI, prevedendo attività di ricerca, approfondimento storico e laboratori artistici. Gli alunni dei Licei Scientifico e Classico hanno condotto studi sulla vicenda degli IMI, culminati in una rappresentazione teatrale che ha ricostruito, con rigore documentario, le condizioni dei lager e le scelte di resistenza dei giovani soldati. Parallelamente, gli studenti del Liceo Artistico hanno tradotto in forma plastica la loro comprensione, creando una stele che unisce simbolismo e rigore tecnico.
La creazione artistica degli studenti del Liceo Artistico
Guidati da insegnanti di scultura e storia, i ragazzi hanno analizzato documenti d’archivio, testimonianze e poesie per individuare i segni più significativi da imprimere nella pietra. Il risultato è una struttura slanciata, decorata con motivi che alludono al filo spinato dei lager e al concetto di resistenza senza armi. Come ha ricordato il coordinatore del progetto, “Nelle scuole abbiamo seminato il loro ricordo per anni. Ora consegniamo alla città un luogo fisico nel quale quel ricordo potrà diventare Memoria viva“.
Un appello a 131 comuni per un minuto di silenzio
Oltre alla cerimonia locale, Melfi ha voluto estendere il gesto a tutta la regione. L’ANCI Basilicata in collaborazione con l’ANPI e il Comune di Melfi, ha invitato i 131 comuni lucani a osservare, nella stessa data e ora, un minuto di silenzio in onore degli IMI, sollevando le bandiere a mezz’asta dove possibile. L’iniziativa, semplice ma simbolicamente potente, intende creare un ricordo condiviso, facendo emergere una consapevolezza collettiva su una pagina della storia italiana finora poco conosciuta.
Il progetto di Melfi dimostra come la storia possa uscire dai libri per diventare parte integrante del paesaggio urbano e della vita quotidiana. La stele non è soltanto un monumento, ma un punto di riferimento per le future generazioni, che potranno avvicinarsi al passato attraverso l’arte, la narrazione e il rispetto reciproco. In questo modo la città trasforma la memoria di un doloroso capitolo della Seconda guerra mondiale in un insegnamento permanente sul valore del coraggio civile e della dignità umana.



