Venerdì 30 ottobre, Brescia è stata teatro di una delle più grandi mobilizzazioni dell’anno. Il sciopero generale promosso dall’Usb ha riunito, secondo gli organizzatori, una decina di migliaia di persone, tra lavoratori, studenti e cittadini preoccupati per il carovita, la guerra e la precarietà dei servizi pubblici.
Il corteo è partito alle ore 9 dalla zona di Porta Pile, ha attraversato via Ugoni, piazza Repubblica e si è fermato per la prima volta in piazza Loggia, dove la protesta si è svolta pacificamente. I manifestanti hanno sventolato cartelli contro la guerra, per i salari più alti e per la difesa della scuola pubblica, cantando slogan come “Le armi giù, i salari su”.
Il percorso controverso verso la galleria Tito Speri
Dopo aver lasciato piazza Loggia intorno alle ore 13, una parte dei partecipanti ha deciso di ricominciare l’itinerario verso il centro, puntando al tradizionale ingresso di piazza Duomo passando per la galleria Tito Speri. La questura aveva già disposto un blocco all’imbocco della galleria, ma gli organizzatori hanno comunque incoraggiato il gruppo a proseguire.
Alle 12.30, circa 500 manifestanti, prevalentemente studenti, si sono avvicinati all’ingresso nord della galleria, dove era posizionato un cordone di carabinieri e di polizia in tenuta antisommossa. Il tentativo di forzare il blocco ha provocato brevi scontri: scudi, manganelli e lanci di oggetti da parte di entrambe le parti. La polizia ha effettuato una breve carica, disperdendo la folla senza registrare feriti di gravità, ma con qualche contusione leggera documentata da testimonianze studentesche.
Scongiuri al traffico e conseguenze nella città
Il conflitto ha avuto ripercussioni immediate sulla viabilità. Gli accessi a via Venezia, via Boifava, via Turati e Piazzale Arnaldo sono stati chiusi, così come l’intera galleria Tito Speri. Le pattuglie della Polizia Locale hanno devoto risorse per la gestione delle deviazioni, mentre il traffico è rimasto fermo per più di un’ora in diversi tratti del centro.
Dopo l’intervento delle forze dell’ordine, i manifestanti hanno spostato il corteo verso il carcere di Canton Mombello, per poi tornare in zona centrale, dove la manifestazione si è conclusa intorno alle 14.30 davanti alla scuola Calini. Nessun nuovo episodio di violenza è stato segnalato nella fase finale.
In serata, il questore Paolo Sartori ha precisato che la manifestazione autorizzata era quella che si era svolta in piazza Loggia e nella zona di San Faustino, mentre la scelta di dirigersi verso la galleria è stata presa da una minoranza non in linea con il programma originale. Sono previsti accertamenti per identificare i partecipanti che hanno violato le prescrizioni di percorso.



