25 Settembre 2026 ☁ 15°

L’abbandono di Metaponto e la richiesta di alloggi per i lavoratori stagionali

A Metaponto, decine di edifici sono stati murati negli ultimi decenni, mentre l'Associazione Migranti Tutti propone di utilizzarli per creare alloggi dignitosi per i lavoratori stagionali.

L’abbandono di Metaponto e la richiesta di alloggi per i lavoratori stagionali

Nel cuore del Metapontino, una situazione di abbandono e disattenzione sta mettendo a rischio la dignità e la sicurezza di centinaia di lavoratori stagionali. L’Associazione Migranti Tutti ha lanciato un appello urgente per la ristrutturazione di edifici abbandonati, utilizzando i fondi del PNRR per creare alloggi dignitosi e combattere il fenomeno del caporalato.

La situazione è critica, soprattutto con l’avvicinarsi dei mesi invernali. Verso novembre e dicembre, i lavoratori stagionali, attualmente ospitati in strutture precarie o all’aperto, saranno costretti a cercare riparo in casolari abbandonati, privi di servizi igienici e docce. Questo scenario non solo compromette la loro salute, ma li espone anche a gravi rischi burocratici e legali.

Edifici murati e opportunità perse

Un giro nel Borgo e nello Scalo di Metaponto rivela una decina di strutture murate negli ultimi decenni. Tra queste, l’ex Palazzetto di Metaponto Lido, recentemente murato, rappresenta un esempio emblematico di opportunità perdute. Questi edifici, se ristrutturati, potrebbero ospitare i lavoratori stagionali, offrendo loro un tetto e la possibilità di regolarizzare la loro posizione amministrativa.

La mancanza di alloggi regolari costringe i lavoratori a pagare affitti non regolamentati, spesso senza contratto, per evitare l’espulsione o il trasferimento in un CPR. Inoltre, senza una residenza ufficiale, è difficile per loro ottenere il rilascio o il rinnovo dei permessi di soggiorno, accedere all’assistenza sanitaria e aprire un conto corrente per l’accredito dello stipendio.

La proposta dell’Associazione Migranti Tutti

L’Associazione Migranti Tutti ha proposto l’utilizzo dei fondi del PNRR per ristrutturare questi edifici e creare alloggi dignitosi. Inoltre, hanno richiesto il posizionamento di moduli abitativi con servizi igienici e docce, utilizzando la legge regionale 13/2016 che prevede l’intervento della Protezione Civile in caso di emergenze dopo avvisi pubblici deserti.

Purtroppo, nonostante le ripetute richieste, non è arrivata alcuna risposta dalle istituzioni locali, regionali e dalla Prefettura. L’Associazione ha anche evidenziato la necessità di applicare la legge regionale 13/2016, approvata dalla Giunta Pittella, che potrebbe migliorare significativamente le condizioni di vita dei lavoratori stagionali.

Tragedia e ritardi nei progetti

La situazione è resa ancora più drammatica dalle recenti tragedie che hanno coinvolto i lavoratori stagionali. Ad Amendolara quattro lavoratori sono stati uccisi, mentre altri quattro sono morti in un incidente sulla Fondovalle dell’Agri. Questi eventi sollevano interrogativi sulla gestione della sicurezza e dell’alloggio da parte delle istituzioni.

A Tursi il progetto Supreme che prevede 50 posti per ospitare migranti con problemi abitativi, è in ritardo di un anno. L’Associazione Migranti Tutti si chiede se, con un’attuazione tempestiva del progetto, alcune di queste vite avrebbero potuto essere salvate.

L’Associazione sottolinea che la risposta delle istituzioni non deve limitarsi alla repressione del caporalato, ma deve affrontare la complessità del fenomeno. La presenza di mediatori linguistico-culturali nei Comuni, nelle Scuole e negli Ospedali è un elemento chiave per migliorare la qualità della vita delle comunità.

Non basta partecipare a fiaccolate o manifestazioni di ricordo dopo le tragedie; è necessario applicare le leggi esistenti e utilizzare i fondi già stanziati per garantire condizioni di vita dignitose ai lavoratori stagionali.

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