Una mediazione è stata siglata durante l’incontro convocato al Ministero del Lavoro, con la partecipazione del Ministero delle Imprese e del Made in Italy, delle Regioni Puglia e Basilicata, dell’azienda e delle parti sociali. L’accordo riguarda la richiesta dell’azienda di ricorrere alla cassa integrazione straordinaria per i propri stabilimenti nelle due regioni, ridimensionando però l’utilizzo rispetto alla domanda iniziale: il massimale definito è di 1.755 dipendenti e il limite operativo stabilito è del 62% invece dell’80% chiesto in prima battuta. Questo ridimensionamento è il risultato del confronto istituzionale e sindacale che ha cercato di bilanciare esigenze produttive e tutela dell’occupazione.
Partecipanti e caratteristiche dell’intesa
All’incontro hanno preso parte rappresentanti istituzionali, aziendali e sindacali oltre a Confindustria: un contesto nel quale sono stati definiti i parametri essenziali dell’accordo. La cifra di 1.755 indica il numero massimo di lavoratori che potranno essere interessati dalle misure concordate, distribuiti tra le diverse unità produttive presenti in Puglia e Basilicata. Il tetto del 62% rappresenta la percentuale massima di utilizzo della cassa integrazione rispetto alla platea individuata, un valore inferiore alla richiesta iniziale che implica una gestione più contenuta degli ammortizzatori sociali da parte dell’azienda e una maggiore attenzione alle ricadute occupazionali sul territorio.
Significato pratico del limite imposto
Con il vincolo del 62% si prevede una copertura parziale dei processi produttivi tramite l’ammortizzatore sociale, consentendo all’azienda una riduzione temporanea dell’attività senza ricorrere alla misura nella sua massima estensione. L’obiettivo dichiarato dalle parti è favorire soluzioni che non compromettano del tutto la continuità produttiva e, al contempo, limitino gli impatti economici sui lavoratori. In questo contesto il confronto tra istituzioni e sindacati ha avuto un ruolo determinante per calibrare la misura, bilanciando esigenze aziendali e tutele occupazionali in modo più selettivo rispetto alla richiesta iniziale.
Piano di incentivi all’esodo e risorse stanziate
Una parte centrale dell’intesa riguarda l’avvio di un tavolo per definire un piano di incentivazione all’esodo. L’azienda si è resa disponibile a mettere fino a 6 milioni di euro per sostenere uscite volontarie e forme di ricomposizione occupazionale. Questo impegno finanziario costituirà la base di negoziazione per delineare strumenti e criteri di adesione, con l’obiettivo di favorire uscite concordate e attenuare le conseguenze sociali di eventuali riduzioni d’organico. La creazione del tavolo operativo dovrà tradurre l’intesa politica in misure concrete, con la partecipazione attiva di tutte le parti coinvolte.
Modalità di erogazione e limiti temporali
È stato stabilito che l’incentivo sarà erogato nel periodo compreso tra il 1 gennaio e il 30 settembre 2027, mentre le uscite volontarie devono essere perfezionate entro la fine del 2026 per poter accedere alle risorse. Tale scadenza delimita il perimetro temporale delle procedure negoziali e rende essenziale una rapida definizione dei criteri di adesione, delle modalità di calcolo delle indennità e degli eventuali incentivi aggiuntivi. L’articolazione temporale concordata offre un orizzonte chiaro per lavoratori, sindacati e azienda, pur lasciando spazio alle valutazioni tecniche del tavolo di confronto.
Prospettive e prossimi passi
Con l’intesa odierna si apre una fase di contrattazione tecnica e gestionale che dovrà tradursi in accordi operativi a livello aziendale e territoriale. Le Regioni coinvolte avranno un ruolo di coordinamento con gli enti locali per mitigare gli effetti sul tessuto produttivo e sui servizi collegati. Le parti hanno convenuto sulla necessità di monitorare l’applicazione delle misure e di mantenere aperti strumenti di dialogo per eventuali aggiustamenti. Il percorso successivo sarà quello del tavolo operativo che dovrà definire criteri, tempistiche e strumenti per rendere effettive le previsioni finanziarie e normative approvate nell’incontro ministeriale.



