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Francesco D’Alema e Confindustria Basilicata chiedono un cambio di rotta per l’automotive

Confindustria Basilicata sostiene la missione delle 12 regioni italiane a Bruxelles per chiedere neutralità tecnologica e sostegno alle Pmi nel settore automotive.

Francesco D’Alema e Confindustria Basilicata chiedono un cambio di rotta per l’automotive

Il settore automotive italiano è in una fase cruciale della sua evoluzione. Confindustria Basilicata, guidata da Francesco D’Alema, ha partecipato a una missione unitaria a Bruxelles insieme a 12 regioni italiane per chiedere un cambio di rotta nelle politiche europee di transizione ecologica.

La richiesta principale è quella di adottare un approccio di neutralità tecnologica abbandonando l’attuale modello che impone una singola soluzione tecnologica. Questo cambiamento è visto come essenziale per salvare milioni di posti di lavoro e mantenere la sovranità industriale europea.

La missione a Bruxelles e le richieste delle regioni

La missione a Bruxelles è stata un’iniziativa di grande rilievo, che ha visto la partecipazione di 12 regioni italiane, tra cui la Basilicata. L’obiettivo principale era presentare alle istituzioni europee un documento congiunto sulla crisi dell’automotive, sottolineando l’importanza di un approccio più flessibile e pragmatico alla decarbonizzazione.

Francesco D’Alema, presidente di Confindustria Basilicata, ha commentato: “L’Europa deve in fretta prendere atto degli errori commessi con una transizione imposta per legge verso un’unica tecnologia. Deve ascoltare la voce del suo cuore manifatturiero prima che sia troppo tardi.”

Le priorità indicate da Confindustria includono la creazione di un fondo europeo dedicato alla competitività la flessibilità e la revisione dei target, nonché la semplificazione burocratica. Questi punti sono considerati essenziali per tutelare un settore che rappresenta la spina dorsale dell’economia europea, italiana e lucana.

I mini contratti di sviluppo per la filiera automotive

Un’importante boccata di ossigeno per il settore arriva dall’attivazione dei mini contratti di sviluppo destinati alla filiera automotive. Questi contratti, voluti dal Ministero delle Imprese e del Made in Italy, mettono a disposizione 300 milioni di euro per accompagnare le imprese in una fase di profonda trasformazione industriale e tecnologica.

Francesco D’Alema ha commentato: “Consente di sostenere programmi di investimento di dimensione più contenuta rispetto ai tradizionali Contratti di Sviluppo, rendendo lo strumento maggiormente accessibile alle Pmi della filiera. È positivo che il provvedimento riservi una quota rilevante delle risorse alle Pmi e preveda una specifica attenzione agli investimenti realizzati nel Mezzogiorno.”

Questa misura è vista come particolarmente significativa perché permette di sostenere programmi di investimento più piccoli, rendendo lo strumento più accessibile alle piccole e medie imprese della filiera. Inoltre, il provvedimento riserva una quota rilevante delle risorse alle Pmi e prevede una specifica attenzione agli investimenti realizzati nel Mezzogiorno.

Il futuro del settore automotive

Confindustria continuerà a lavorare a stretto contatto con le istituzioni a tutti i livelli per accompagnare questa fase di delicata transizione. L’obiettivo è affinché l’Unione Europea operi un urgente cambio di rotta, trasformando la transizione ecologica in un’opportunità di crescita e non in un processo di desertificazione industriale.

La sfida della decarbonizzazione deve essere affrontata con realismo e pragmatismo orientando l’approccio alla piena neutralità tecnologica. Questo cambiamento è visto come essenziale per salvare milioni di posti di lavoro e mantenere la sovranità industriale del continente.

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