La Giunta della Regione basilicata ha appena approvato un provvedimento di grande rilievo: un avviso pubblico da 18,8 milioni di euro destinato a rinnovare l’intera rete di illuminazione pubblica dei Comuni lucani e delle province di Potenza e Matera. L’iniziativa, presentata dall’assessore all’Ambiente e alla Transizione energetica Laura Mongiello, si inserisce nel più ampio Piano FESR FSE+ 2021-2027, con l’obiettivo di coniugare sicurezza, efficienza e rispetto ambientale.
Il fondo sarà utilizzato per tre linee d’intervento ben distinte: risparmio energeticoinnovazione tecnologica e messa in sicurezza degli impianti esistenti. Le amministrazioni locali potranno così richiedere sovvenzioni che coprono fino all’85 % delle spese ammissibili, mentre la restante quota sarà erogata con un finanziamento a tasso agevolato, compreso tra il 15 % e il 20 % gestito da Cassa Depositi e Prestiti.
Il bando da 18,8 milioni: destinazione e scopo
L’avviso pubblico, dell’importo totale di 18.802.521 euro è rivolto a tutti i Comuni della Basilicata, nonché alle due province regionali. L’obiettivo dichiarato è quello di realizzare infrastrutture di illuminazione più moderne, efficienti e sicure riducendo al contempo i consumi energetici e i costi di gestione per gli enti locali. La valutazione dei progetti seguirà il principio di massimizzare il ritorno ambientale ed economico, garantendo che ogni euro speso contribuisca a un futuro più sostenibile per la regione.
Criteri di valutazione e strumenti di pianificazione
Un elemento distintivo della misura è l’impiego del Catasto regionale della Pubblica Illuminazione realizzato dal Dipartimento Ambiente. Questo strumento ha permesso di censire tutti i punti luce presenti sul territorio, fornendo una base dati oggettiva per la programmazione degli interventi. L’assessore Laura Mongiello ha sottolineato che “grazie al ‘Catasto’ possiamo programmare sulla base di dati oggettivi, favorendo una migliore allocazione delle risorse”. Il calcolo delle agevolazioni parte da un valore unitario di riferimento di 200 euro per punto luce con l’esclusione dei Comuni già titolari di concessioni per la gestione integrata degli impianti.
Il ruolo del Catasto nella riduzione delle sovrapposizioni
Il censimento ha permesso di identificare le zone dove gli impianti risultano obsoleti o non conformi alle normative vigenti, evitando così la duplicazione degli investimenti e la dispersione dei fondi. Il risultato è una maggiore trasparenza nella selezione dei progetti e una più efficace allocazione delle risorse elementi che, secondo l’assessore, dimostrano “come conoscenza del territorio e programmazione possano migliorare l’efficacia della spesa pubblica”.
Modalità di finanziamento, quote di contributo e tempistiche
Le amministrazioni interessate dovranno presentare le domande tramite la piattaforma regionale Centrale Bandi. Una volta accettato il progetto, le risorse saranno erogate in due tranche: una sovvenzione coprente fino all’85 % delle spese ammissibili e una componente finanziaria a tasso agevolato, compresa tra il 15 % e il 20 %. L’intero iter, dalla stipula dell’accordo di finanziamento alla conclusione dei lavori, dovrà essere completato entro 36 mesi con una data di scadenza inderogabile fissata al 30 giugno 2030.
Per i piccoli Comuni, la riduzione della spesa energetica si traduce in risorse liberate da destinare ad altri servizi essenziali. Come ha affermato Mongiello, “sostenibilità ambientale ed economica devono procedere insieme”. L’investimento non si limita a stanziamenti monetari, ma rappresenta una strategia di programmazione basata sulla conoscenza delle infrastrutture mirata a garantire benefici concreti per i cittadini e a rafforzare la resilienza del territorio.



