Negli ultimi mesi le truffe telefoniche ai danni delle persone più vulnerabili sono aumentate notevolmente, soprattutto nella zona del Mezzogiorno. I truffatori sfruttano la credulità di chi ha difficoltà a verificare l’identità del chiamante, facendo leva sul timore di autorità come i carabinieri. In questo contesto, il falso carabiniere è diventato uno dei metodi più diffusi, soprattutto per sottrarre denaro a pensionati o persone anziane.
Il tentativo di truffa a danno di un’anziana a Tricarico
Il 7 ottobre 2026, una donna di 85 anni residente a Tricarico, in provincia di Matera, ha risposto a una chiamata apparentemente proveniente da un carabiniere. L’operatore, spacciandosi per un agente, ha sostenuto che la pensionata avesse un debito sospetto e che, per regolarizzare la situazione, fosse necessario effettuare un versamento immediato di 400 euro. La vittima, ignara del raggiro, sembrava pronta a seguire le istruzioni, quando la telefonata è stata intercettata da un altro collega dei carabinieri, già in servizio nella zona.
Dettagli dell’arresto sul posto
Gli agenti veri allertati dal sospetto, sono intervenuti prontamente nella abitazione dell’anziana. Durante l’operazione, due uomini, provenienti da comuni della provincia di Napoli, sono stati trovati in possesso di strumenti per effettuare la frode (simulazioni di codici di avviso, documenti falsi). I carabinieri li hanno posti in flagranza di reato e li hanno condotti al comando locale per le procedure di identificazione.
L’intervento giudiziario e le misure cautelari
Il GIP, valutata l’evidenza della truffa e la gravità dei fatti, ha convalidato l’arresto e ha disposto la misura cautelare dell’obbligo di dimora per entrambi i soggetti. L’ordinanza prevede che i due imputati rimangano nei rispettivi comuni di residenza, nella provincia di Napoli, fino a quando non si intenda procedere con il processo. Tale disposizione mira a limitare il rischio di ulteriore recidiva e a garantire la presenza dei denunciati per gli eventuali futuri atti giudiziari.
Le autorità hanno sottolineato l’importanza di una vigilanza costante da parte dei cittadini, soprattutto nei confronti di chiamate inattese da parte di presunti rappresentanti delle forze dell’ordine. Viene consigliato di verificare sempre la credibilità della fonte, richiedendo il numero di identificazione dell’agente e contattando direttamente il comando di competenza. In caso di dubbio, è fondamentale rivolgersi immediatamente a una sede dei carabinieri o a un numero verde di denuncia.
Questo episodio, seppur conclusosi con l’arresto dei responsabili, ricorda che le truffe telefoniche rimangono una minaccia concreta per la comunità, in particolare per gli anziani. Le forze dell’ordine, accrescendo la collaborazione tra i reparti locali e promuovendo campagne informative, intendono ridurre ulteriormente il fenomeno e proteggere i più deboli.



