Il 16 ottobre le strade di Potenza saranno invase da una schiera di agricoltori guidati da Coldiretti Basilicata. La manifestazione nasce da una crescente frustrazione per la mancanza di risposte pratiche da parte del Governo regionale che, secondo gli esponenti del settore, ha trascurato le esigenze di un comparto cruciale per l’economia lucana.
In contemporanea, a Civitavecchia il Partito Democratico ha lanciato un appello rivolto a Enel al Governo e alla Regione Lazio, chiedendo interventi concreti per i 32 lavoratori della Minosse e per le numerose imprese che dipendono dal ciclo produttivo della centrale di Torrevaldaliga Nord. Entrambi gli eventi condividono la stessa urgenza: trasformare promesse in azioni tangibili.
Potenza: Coldiretti denuncia l’immobilismo del tavolo permanente
Nel comunicato rilasciato, i rappresentanti di Coldretei Basilicata hanno definito “il tempo dei tavoli è finito” e hanno chiesto risposte immediate a problemi che, a loro avviso, mettono a rischio il futuro dell’agricoltura lucana. Tra le critiche più accese figura la decisione di affidare la gestione dei fondi a un tavolo permanente, considerato per loro un modo per “affogare le tante questioni nella palude dell’immobilismo”.
Aumento dei costi di produzione e gasolio
Il punto focale della protesta riguarda l’impennata dei costi di produzione in particolare del gasolio agricolo che ha superato le soglie di sostenibilità per molte aziende. Il bilancio regionale mostrerebbe una scarsa disponibilità di risorse per sostenerli, con il rischio concreto di ridurre i redditi agricoli e di compromettere la salute dei cittadini, che dipendono da prodotti alimentari locali.
Civitavecchia: il PD chiede continuità occupazionale nella transizione energetica
Il movimento di Civitavecchia si focalizza sulla chiusura imminente della centrale a carbone di Torrevaldaliga Nord. Il PD ha elencato una serie di imprese collegate – Cam Power, CCMS, CND, ICG, Impresa Signorello e altre – che impiegano circa 500 lavoratori diretti, evidenziando il pericolo di una “corsa al vuoto” tra la cessazione del vecchio lavoro e la nascita del nuovo.
Richieste di aree, investimenti e decisioni concrete
Il partito non chiede ulteriori dichiarazioni, ma “aree disponibili”, investimenti concreti e una continuità occupazionale per evitare che il 31 dicembre arrivi senza alcun piano di sostegno. L’amministrazione comunale ha già individuato zone produttive e avviato la ricognizione per nuovi insediamenti, ma il PD accusa le istituzioni di ritardare e scaricare la responsabilità sui cittadini.
Gli agricoltori chiedono un pacchetto urgente di sostegno, mentre i lavoratori del settore energetico chiedono la certezza di un futuro lavorativo. Entrambe le realtà attendono risposte concrete da chi ha il potere di decidere budget, investimenti e priorità di sviluppo territoriale.



