Il dibattito sul ritorno del nucleare in Italia ha raggiunto un nuovo punto di svolta grazie a una serie di interventi pubblici e privati raccolti nell’ultima settimana. In una tavola rotonda a Potenza, l’amministratore delegato di Nuclitalia, Luca Mastrantonio, ha sottolineato la necessità di un organismo nazionale capace di garantire sicurezza e autonomia tecnica. Parallelamente, il ministro Gilberto Pichetto Fratin, a Trieste, ha indicato una strategia basata su tecnologie di piccola stazza, i cosiddetti SMR (Small Modular Reactors), definendo le tempistiche entro la prima metà del prossimo decennio.
Autorità nucleare: competenze tecniche e indipendenza
Secondo Mastrantonio, il contesto attuale richiede la creazione di un’Autorità nazionale forte riconosciuta per la sua autonomia e per le elevate competenze tecniche. Il ruolo di questa istituzione sarebbe quello di affidare le decisioni sulla sicurezza nucleare a professionisti con esperienza comprovata, garantendo continuità e rigore nel tempo. L’intervento, avvenuto durante l’evento organizzato da FareAmbiente a Potenza, ha evidenziato che la fiducia degli investitori e della cittadinanza dipende proprio da questa struttura indipendente.
Modello di finanziamento pubblico-privato per i progetti nucleari
Il secondo punto chiave sollevato da Mastrantonio riguarda il modello di partnership tra pubblico e privato. Data la portata degli investimenti richiesti e la complessità dei progetti, una collaborazione sinergica è ritenuta indispensabile, soprattutto nella fase iniziale. Il modello, già adottato in diversi programmi nucleari internazionali, permetterebbe di ridurre il rischio finanziario iniziale, attrarre capitali privati e offrire stabilità alla realizzazione degli impianti. Il supporto pubblico, secondo il CEO di Nuclitalia, deve essere visto come un investimento strategico capace di generare ritorni significativi per l’intero sistema produttivo italiano.
Il ruolo di Nuclitalia nella valutazione delle tecnologie
Nuclitalia, società nata dalla joint venture tra Enel, Ansaldo Energia e Leonardo, sta finalizzando studi su scenari industriali ed economici legati ai SMR. L’obiettivo è fornire al Paese dati concreti per orientare le scelte politiche ed imprenditoriali, con un occhio di riguardo verso i progetti internazionali più avanzati o già in fase di costruzione.
SMR e AMR: la roadmap temporale indicata dal governo
Durante il Festival del cambiamento a Trieste, il ministro Gilberto Pichetto Fratin ha annunciato che l’Italia concentrerà le proprie valutazioni su impianti di piccola stazza gli SMR, e successivamente su AMR (Advanced Modular Reactors). Il riferimento temporale fissato è la fine della prima metà del prossimo decennio, data basata su indicazioni provenienti da analisti, dal sistema produttivo, dall’industria e da rapporti di ricerca internazionali. Questa programmazione punta a dare tempo sia per approfondire gli studi tecnici sia per strutturare i meccanismi di finanziamento necessari.
Incontro a Potenza: un punto d’incontro tra istituzioni, industria e università
Il martedì 6 ottobre 2026 si è tenuto a Potenza l’evento “Energie e territori: il nucleare nel nuovo mix energetico italiano”, promosso da FareAmbiente e Nuclitalia. L’incontro ha riunito rappresentanti istituzionali come Francesco D’Alema (presidente Confindustria Basilicata), Vito Bardi (presidente della Regione Basilicata) e Pasquale Pepe (vicepresidente regionale), oltre a esperti accademici e manager del settore. Le discussioni hanno spaziato dal ruolo del nucleare per il patrimonio industriale alla formazione di competenze specialistiche, con tavole rotonde dedicate a temi specifici e moderatori quali Cristina Florenzano e Donato Pace.
Questa serie di interventi e incontri dimostra un consenso crescente sulla necessità di strutturare una politica nucleare integrata capace di coniugare sicurezza, indipendenza decisionale e modelli finanziari innovativi, con un focus preciso su tecnologie modulari che potrebbero rappresentare il futuro energetico dell’Italia.



