14 Ottobre 2026 🌤 11° Allerta arancione · vento · fino 14 Ottobre 19:59

Blocco della Strada Statale 655: agricoltori e autotrasportatori chiedono soluzioni nazionali

Centinaia di mezzi fermano la Bradanica: i protestanti chiedono agevolazioni sul carburante e la creazione di un tavolo di confronto a livello nazionale.

Blocco della Strada Statale 655: agricoltori e autotrasportatori chiedono soluzioni nazionali

Il Vulture-Melfese e l’Alto Bradano sono al centro di una mobilitazione che ha paralizzato la Strada Statale 655, nota come “Bradanica”. Agricoltori e autotrasportatori hanno deciso di bloccare il traffico per protestare contro l’aumento del prezzo del carburante, delle materie prime e del costo della vita. Le autorità hanno registrato tra i 350 e i 400 veicoli fermi, una situazione che sta creando notevoli disagi per la circolazione locale.

Presidi sulla Bradanica: due punti di blocco

Il coordinamento degli agricoltori, rappresentato da Pasquale Bruno ha suddiviso l’azione in due presidi strategici. Il primo è stato insediato a San Nicola di Melfi nei pressi della stazione di servizio IP, dove le file di autoarticolati creano un ingorgo permanente. Il secondo punto di riferimento si trova nello svincolo per l’Ofantina dove i camion pesanti hanno interrotto la continuità del traffico, rendendo difficile ogni tentativo di deviazione.

San Nicola di Melfi, vicino alla stazione IP

In questa zona, la concentrazione di veicoli è particolarmente alta: le stazioni di servizio, tradizionalmente punti di sosta per i trasportatori, sono state trasformate in luoghi di protesta. I manifestanti hanno allestito cartelli che chiedono taglio delle accise sul carburante e tutele per il gasolio agricolo. La presenza di numerosi mezzi pesanti ha spinto le forze dell’ordine a limitare il transito, aumentando la pressione su chi gestisce la Strada Statale 655.

Svincolo per l’Ofantina

Il secondo presidio, più a sud, è localizzato nello svincolo diretto all’Ofantina, un nodo cruciale per il traffico merci della zona. Qui, i blocchi hanno provocato ritardi significativi per le imprese di trasporto, accentuando il malcontento legato al carovita. Le richieste avanzate includono, oltre ai tagli sulle accise, un tavolo permanente con la Regione Basilicata per affrontare le problematiche legate al caporalato e i risarcimenti per i danni provocati dal maltempo.

Richieste degli operatori e sostegno dei Comuni

Dalla zona di protesta sono arrivati in prima linea i sindaci dei comuni interessati, tra cui Giuseppe Maglione sindaco di Melfi. La visita di questi amministratori ha rafforzato il sostegno di realtà locali come Rionero in Vulture, Rapolla, Ripacandida, Barile, Lavello e Venosa. Le rivendicazioni condivise comprendono la riduzione delle imposte sui carburanti, garanzie per il gasolio agricolo il riconoscimento di risarcimenti per le perdite dovute al maltempo e la lotta contro il caporalato. I rappresentanti locali hanno sottolineato la necessità di un dialogo continuo con la giunta regionale.

Incontro con la Giunta regionale: le prossime mosse

Mercoledì 14 ottobre, una delegazione composta da amministratori comunali e portavoce dei protestanti si è diretta alla sede della Regione Basilicata per un confronto con il presidente Vito Bardi e la sua giunta. Gli organizzatori hanno precisato che le risposte regionali saranno considerate un primo passo, ma hanno già annunciato che la gravità della crisi costringerà, a breve, l’apertura di un tavolo di trattativa a livello nazionale. La frase “La vertenza deve diventare nazionale” è stata ribadita più volte, segnalando l’intenzione di portare la questione oltre i confini regionali.

Continua sull'app Le notizie della tua città, in tempo reale.
Apri nell'app

Potenza adesso

QUALITÀ ARIA
Buona
NO₂ 3 µg/m³