In Basilicata, un fenomeno insidioso sta soffocando lo sviluppo del territorio: le rendite di posizione e i sistemi clientelari locali. Questi meccanismi creano una nuova borghesia parassitaria che prospera senza generare vera ricchezza, ma solo dipendenze.
Questi gruppi si annidano nel sottobosco della pubblica amministrazione della politica e delle professioni protette, creando una ragnatela di interessi che drena le risorse pubbliche destinate alle comunità locali.
Le élite locali e il loro ruolo nel sistema
Queste élite, spesso composte da dirigenti di municipalizzatesocietà partecipate e enti subregionali sono nominate per vicinanza politica piuttosto che per merito. Percepiscono stipendi elevati a fronte di servizi inefficienti, creando un circolo vizioso che alimenta il sistema.
Tra loro troviamo anche professionisti come geometri, ingegneri, avvocati e commercialisti, che agiscono da intermediari tra la politica locale e i fondi pubblici. Gestiscono bandi e concessioni in modo opaco, lucrando su appalti e subappalti senza creare valore reale per il territorio.
I proprietari di terreni e immobili
Non mancano i proprietari di terreni e immobili che lucrano sul cambio di destinazione d’uso dei suoli grazie ad agganci nelle commissioni edilizie comunali. Questi attori trasformano i diritti dei cittadini in favori da concedere, gestendo l’accesso a posti di lavoro precari, tirocini regionali o piccoli appalti in cambio di consenso elettorale.
Le conseguenze sul territorio
Le conseguenze di questo sistema sono devastanti. I giovani qualificati e meritevoli sono costretti a emigrare, poiché i posti chiave e le opportunità professionali locali sono bloccati dalle logiche di appartenenza e dal nepotismo. Il territorio perde competitività e i servizi pubblici peggiorano.
Questi gruppi ostacolano spesso l’arrivo di investimenti esterni o di imprese trasparenti, poiché la vera concorrenza di mercato azzererebbe i loro privilegi basati sulle relazioni personali. La ragnatela di studi professionali, intermediari e agenzie di consulenza, spesso scatole vuote incassano percentuali di progettazione senza produrre alcuna ricaduta reale sul territorio.



