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Agricoltore sotto accusa per contaminazione: interrogazione parlamentare e polemiche in Basilicata

La storia del signor Leonardo, agricoltore lucano indicato come possibile responsabile di una contaminazione vicino al centro olio di Corleto Perticara, ha scatenato reazioni politiche e sociali. Europa Verde ha chiesto un'interrogazione parlamentare per chiarire responsabilità, procedure di accertamento e tutele per i cittadini esposti alle attività estrattive.

Agricoltore sotto accusa per contaminazione: interrogazione parlamentare e polemiche in Basilicata

La vicenda che coinvolge il signor Leonardo, un contadino lucano di 72 anni, è diventata simbolo di un conflitto più ampio tra comunità locali, industria degli idrocarburi e istituzioni. Le anticipazioni diffuse dalla trasmissione Report mostrano immagini estrapolate che hanno riacceso il dibattito sulla gestione ambientale nell’area del centro olio di Corleto Perticara. In risposta, il gruppo regionale di Europa Verde Avs Basilicata ha sollecitato il gruppo parlamentare alla Camera a presentare un’interrogazione sulle modalità di accertamento e controllo.

Il caso al centro delle polemiche

Secondo le ricostruzioni emerse, il terreno del signor Leonardo, situato tra pozzi petroliferi, sarebbe stato segnalato come contaminato da idrocarburi pesanti individuati a profondità significative nel sottosuolo. L’agricoltore aveva concesso una porzione del suo terreno per l’installazione di un piezometro, strumento destinato al monitoraggio ambientale delle attività estrattive di TotalEnergies. A fronte di questo gesto di collaborazione, oggi rischia di essere ritenuto responsabile di una contaminazione che, per natura e profondità, solleva molti interrogativi tecnici e procedurali.

Dubbi sulle evidenze e sulle ipotesi

Tra le ipotesi avanzate dagli investigatori o dagli organi che hanno eseguito i prelievi figurano anche scenari che riguardano perdite di olio da un vecchio trattore custodito in un garage. Tuttavia, la natura della contaminazione — rinvenuta a oltre 18 metri di profondità — mette in dubbio l’attendibilità di attribuzioni così semplici: è infatti poco probabile che perdite superficiali possano spiegare in modo esaustivo presenza di idrocarburi pesanti a quella profondità. Questo contrasto ha alimentato la richiesta di trasparenza da parte di forze politiche e associazioni locali.

La reazione politica e la richiesta di chiarimenti

I portavoce di Europa Verde Avs Basilicata, Donato Lettieri e Michela Trivigno, hanno annunciato di aver attivato il gruppo parlamentare per depositare un’interrogazione formale alla Camera. L’obiettivo dichiarato è ottenere risposte su diversi punti cruciali: le procedure con cui si accertano le responsabilità ambientali, la qualità e la frequenza dei controlli attorno ai siti petroliferi e le tutele previste per i cittadini che vivono vicino ai pozzi e alle infrastrutture estrattive.

Cosa chiede l’interrogazione

Nel documento richiesto si sollecitano elementi di chiarimento su chi esegue i rilievi, quali metodologie vengono impiegate e come vengono interpretati i risultati. Europa Verde intende mettere sotto la lente anche il tema delle compensazioni economiche e sociali per le comunità interessate e la coerenza tra le promesse di sviluppo legate al petrolio e i riscontri reali sul territorio: servizi carenti, spopolamento e precarietà occupazionale sono tra le criticità denunciate.

Impatto sociale e narrativi contrapposti

La vicenda del signor Leonardo è letta da molti come l’ennesimo esempio di una regione che paga lo scotto di un modello estrattivista percepito come imposto dall’esterno. I rappresentanti di Europa Verde descrivono una situazione in cui i lucani «subiscono» le conseguenze ambientali e sanitarie delle estrazioni senza ottenere benefici strutturali proporzionati: nessuna svolta occupazionale significativa, risorse limitate e costi energetici elevati. Questo racconto contribuisce a creare un clima di sfiducia verso le istituzioni e le compagnie coinvolte.

Preoccupazioni sulla salute pubblica

I dati sanitari locali, citati dalle associazioni di medici per l’ambiente, sono parte integrante del dibattito: l’aumento delle preoccupazioni sanitarie nelle aree estrattive alimenta la richiesta di verifiche indipendenti e continue. Per molti cittadini la convergenza di rischi ambientali e costi energetici elevati rappresenta una doppia ingiustizia, mentre grandi profitti restano nelle casse delle multinazionali del petrolio.

Verso quale responsabilità collettiva?

Chiudendo il cerchio, la vicenda sottolinea la necessità di procedure chiare e condivise per accertare le cause delle contaminazioni: l’uso di prove robuste, rilievi tecnici trasparenti e la partecipazione delle comunità locali sono indicati come elementi essenziali per evitare che singoli cittadini siano esposti a verdetti di colpevolezza basati su ipotesi fragili. Europa Verde chiede che la Basilicata non venga trattata come una «colonia energetica», ma tutelata con politiche che mettano al centro salute, rispetto del territorio e trasparenza nelle decisioni.

La vicenda del signor Leonardo rimane aperta: l’interrogazione parlamentare potrà chiarire aspetti procedurali e forse rivelare responsabilità più ampie. Nel frattempo, la comunità locale e gli osservatori nazionali continueranno a seguire con attenzione gli sviluppi di una storia che parla a tutto il paese di come si gestiscono i rischi ambientali e di chi ne sopporta il peso.

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