La Questura di Terni ha adottato misure restrittive nei confronti di undici tifosi dopo due episodi distinti di violenza. I provvedimenti, firmati dal questore Michele Abenante, comportano anni di interdizione dall’accesso agli impianti sportivi e nascono dall’attività investigativa congiunta della Divisione anticrimine, della squadra mobile e della Digos.
Le indagini hanno ricostruito due episodi separati: una rissa notturna in centro città e uno scontro tra tifoserie in un’area di servizio sull’Autostrada A1. Gli elementi raccolti hanno portato all’adozione di misure cautelari che mirano a limitare la presenza degli indagati negli eventi calcistici e a prevenire il rischio di nuovi episodi di violenza.
La zuffa in via della Bardesca: quattro Daspo per tifosi ternani
Nella notte del 29 marzo, nella centrale via della Bardesca a Terni, si è verificata una colluttazione tra due gruppi di giovani. Secondo la ricostruzione, alcuni partecipanti avevano il volto travisato e utilizzavano oggetti come mazze da baseball, bottiglie e cinture come strumenti di offesa. Le forze dell’ordine hanno proceduto alle identificazioni grazie agli accertamenti della squadra mobile.
Daspo fuori contesto: perché è stato applicato
Per quattro delle persone coinvolte è scattato il cosiddetto Daspo fuori contesto. Questo tipo di provvedimento si applica quando il reato è commesso al di fuori dell’evento sportivo ma l’autore è ritenuto socialmente pericoloso anche per la partecipazione alle manifestazioni sportive. In pratica, la misura nasce dall’accertamento che le condotte esterne possano comportare un rischio anche all’interno degli stadi.
La Questura ha spiegato che tra i destinatari figurano anche frequentatori abituali delle curve, motivo per cui la sospensione dell’accesso agli impianti è stata ritenuta necessaria per la tutela dell’ordine pubblico e della sicurezza degli spettatori.
Gli scontri sull’A1: sette Daspo per Carrarese e Livorno
Il secondo episodio riguarda gli scontri tra tifosi della Carrarese e del Livorno, avvenuti il 17 gennaio nell’area di servizio Fabro Est lungo l’Autostrada A1, nel comune di Fabro. I gruppi, rientrando da trasferte a Avellino e Guidonia Montecelio, si sono incrociati casualmente e la situazione è degenerata rapidamente in un confronto fisico.
Modalità degli scontri e strumenti usati
Le immagini acquisite mostrano un confronto con calci e pugni, ma anche l’impiego di bastoni e il lancio di bottiglie, comportamenti che hanno provocato allarme tra gli altri utenti dell’area di servizio e nel personale dell’autogrill. Per questi fatti la Digos ha identificato sette ultras, a cui sono stati notificati i provvedimenti di Daspo per un totale di 38 anni di interdizione dagli impianti sportivi.
Le riprese della videosorveglianza dell’area di servizio si sono rivelate decisive per ricostruire le responsabilità e individuare i partecipanti, consentendo alla polizia di procedere con le misure amministrative previste dalla normativa statale.
Impatto delle misure e obiettivi di prevenzione
Complessivamente, i provvedimenti adottati sommano a 46 anni di interdizione dagli impianti sportivi: 38 anni riferibili ai sette Daspo emessi dopo gli scontri del 17 gennaio e il resto derivante dalle misure conseguenti alla rissa del 29 marzo. L’obiettivo della Questura è duplice: punire chi si rende responsabile di reati connessi alla violenza e tutelare l’ordine pubblico nelle manifestazioni sportive.
L’adozione del Daspo fuori contesto sottolinea come gli strumenti normativi possano essere utilizzati anche quando le condotte illecite non si verificano direttamente sugli spalti, ma indicano una pericolosità sociale che si riflette anche nell’ambiente sportivo. Le autorità insistono sull’importanza dei sistemi di videosorveglianza e dell’azione coordinata tra reparti per ottenere risultati nelle identificazioni e pericolosità preventiva.
Prospettive e misure operative
La Questura ha annunciato il rafforzamento dei controlli nelle aree attigue agli impianti sportivi e nelle principali vie di transito dei tifosi, con lo scopo di intercettare possibili focolai di tensione prima che degenerino. In questo quadro, la collaborazione tra forze di polizia, gestori di servizi autostradali e amministrazioni locali è vista come elemento chiave per ridurre i rischi legati agli spostamenti delle tifoserie.
Infine, le autorità ricordano che il rispetto delle norme e la responsabilità individuale sono fondamentali per salvaguardare la sicurezza collettiva: i provvedimenti adottati rappresentano sia una risposta repressiva sia un deterrente per futuri comportamenti violenti.



