La pubblicazione della Piattaforma Nazionale delle Liste d’Attesa ha rimescolato le carte sulla capacità delle regioni italiane di rispettare i tempi per visite ed esami. La Basilicata emerge con risultati superiori alla media, ma accanto ai dati positivi sono arrivate anche domande sulla natura di alcuni strumenti utilizzati per ottenerli.
Questo articolo ricostruisce le cifre ufficiali, spiega le ragioni delle critiche mosse da osservatori e media e riporta le repliche dell’assessore regionale alla Salute, Cosimo Latronico, mantenendo il filo dei fatti certificati dall’Agenzia Nazionale per i Servizi Sanitari Regionali.
I numeri che descrivono la situazione
La Agenas ha presentato la nuova piattaforma basata su milioni di prenotazioni raccolte tra gennaio 2026 e aprile 2026. Nel primo quadrimestre 2026, la Basilicata registra un 98,8% di rispetto dei tempi per le prime visite specialistiche e un 94,9% per gli esami diagnostici, a fronte di una media nazionale del 78,7% e dell’84,7% rispettivamente. Questi valori pongono la regione tra le realtà con performance migliori nella rilevazione nazionale.
Le obiezioni sull’uso delle prestazioni aggiuntive
Tra le critiche principali c’è l’ipotesi che il ricorso massiccio alle prestazioni aggiuntive — ore lavorate oltre l’orario contrattuale — possa offrire un vantaggio temporaneo a scapito di investimenti strutturali nel personale. Secondo alcuni osservatori, questa pratica potrebbe celare una soluzione tampone che non sostituisce le assunzioni stabili.
La risposta della Regione
L’assessore Cosimo Latronico ha spiegato che il ricorso alle prestazioni aggiuntive non è una scelta isolata della Basilicata ma rientra nelle disposizioni del riparto 2026 del Fondo Sanitario Nazionale, che destina risorse specifiche all’abbattimento delle liste d’attesa. Pertanto, tali ore supplementari sono uno strumento finanziato e regolato a livello nazionale e sono state utilizzate in parallelo a un aumento del personale a tempo indeterminato nelle aziende sanitarie lucane.
Un equilibrio tra leve temporanee e strutturali
Secondo la Regione, le due leve — potenziamento delle risorse umane e utilizzo di ore aggiuntive — hanno operato in modo complementare. I dati mostrati da Agenas, sostiene Latronico, non possono essere letti come il frutto esclusivo di una sola misura, ma come il risultato di un piano coordinato che ha coinvolto direzioni aziendali, professionisti sanitari e la governance regionale.
Il tema dei codici di priorità: cosa segnala Agenas
Un’altra criticità segnalata dall’Agenzia riguarda l’assegnazione dei codici di priorità nelle prescrizioni. In Basilicata una quota molto elevata di prime visite è classificata con codice «P» (programmata entro 120 giorni): il valore riportato è dell’85,5%. Agenas avverte che una distribuzione non omogenea dei codici tra regioni può alterare la comparazione e suggerisce di armonizzare i criteri prescrittivi.
Interpretazioni e contesto regionale
Latronico invita a una lettura contestualizzata: la diffusione del codice «P» è un fenomeno presente in altre realtà e riflette pratiche consolidate nella gestione della domanda e nella medicina territoriale. Il punto essenziale, sottolinea, resta la capacità di erogare le prestazioni nei tempi previsti, parametro in cui la Basilicata ottiene risultati positivi secondo l’analisi Agenas.
Verso il futuro: monitoraggio e trasparenza
L’esperienza della Piattaforma Nazionale rappresenta, nelle parole del ministro della Salute citate dall’assessore, un “passaggio storico” per la governance sanitaria. La Regione dichiara di proseguire con il monitoraggio, la digitalizzazione delle agende e l’ottimizzazione dell’offerta, anticipando che l’analisi dei dati sarà strumento per migliorare ulteriormente appropriatezza e accesso.
Infine, Latronico rimarca che i risultati del primo quadrimestre 2026 appartengono al lavoro quotidiano di medici, infermieri, tecnici e personale amministrativo e che sminuire i miglioramenti senza considerare il quadro complessivo rischia di erodere la fiducia dei cittadini in un sistema che, secondo la Regione, sta migliorando.
Resta aperto il dibattito: i numeri certificati offrono un quadro oggettivo, ma le osservazioni su codici di priorità e sostenibilità delle soluzioni adottate costituiscono spunti rilevanti per le prossime valutazioni e per le politiche regionali e nazionali rivolte al sistema sanitario.



