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Presentazione del film Diario di un brigante a Matera

Un giovane regista porta sul grande schermo il violento mondo dei briganti lucani, basandosi sul diario autentico di Michele Di Gè.

Presentazione del film Diario di un brigante a Matera

L'11 novembre 2026, alle ore 16:00, il Tower Art Museum di Matera ospita la prima proiezione di Diario di un brigante, il nuovo lungometraggio del regista britannico emergente Henry Worsley. L'evento, inserito nel contesto del settimo Matera Film Festival, rappresenta il debutto di un progetto nato dalla collaborazione tra una giovane troupe internazionale e le comunità del Vulture, territorio storico della Basilicata. Il pubblico avrà l'opportunità di assistere ai minuti introduttivi del film e, subito dopo, di confrontarsi con gli attori e i tecnici, che risponderanno alle domande in una sessione di dibattito.

Il film “Diario di un brigante” e la sua ricostruzione storica

Il lungometraggio si propone di dipingere il brigantaggio lucano senza ricorrere a miti o leggende romantiche, ma attraverso la lente di un protagonista reale: Michele Di Gè. Il regista Henry Worsley ha scoperto il diario di questo ex pastore condannato all'ergastolo proprio negli archivi dei Bodleian Libraries di Oxford, dove era stato pubblicato nel periodico antropologico Lares nel 1913. La lettura di quei fogli, carichi di testimonianze di violenza, paura e desiderio di libertà, ha spinto Worsley a trasformare l'opera in una narrazione cinematografica che non glorifica la ribellione ma ne evidenzia le contraddizioni.

Il diario di Michele Di Gè, scoperto a Oxford

Il testo originale, ritrovato tra migliaia di volumi storici, racconta la vita di un giovane di Rionero in Vulture che, cresciuto osservando i monti e i briganti che li attraversavano, decide di abbandonare la vita da pastore per unirsi a una banda guidata dal temuto Giacomo Parri. Il racconto personale di Di Gè descrive con precisione cruda le battaglie, le rapine e i momenti di dubbio morale, offrendo al regista una base autentica su cui costruire una sceneggiatura che mette in luce il conflitto interiore dell'uomo fra il desiderio di eroismo e la realtà brutale della violenza.

Le riprese nel territorio del Vulture

La troupe ha girato le scene principale nel paesaggio aspra del Vulture, sfruttando gli stessi sentieri che un tempo accompagnavano i briganti. Grazie all'accoglienza dei cittadini di Rionero, il film ha potuto contare su attori locali, cavalli, alloggi e persino cibo, trasformando la produzione in un vero e proprio progetto comunitario. Il contributo della popolazione è stato definito “generosità incredibile” dal regista, che ha sottolineato come senza il supporto dei rioneresi la realizzazione del film sarebbe stata impossibile.

Matera Film Festival: presentazione e reazioni

Durante la serata al Tower Art Museum, oltre alla proiezione dei primi minuti, sono saliti sul palco gli attori Miguel Mendoza, Noemi Magagnini (nel ruolo di Carmela) e Giandomenico Cupaiuolo, insieme al compositore Donato Pitoia, responsabile del centro culturale Visioni Urbane e dell'associazione musicale ArkestraLab. Il pubblico ha potuto approfondire le scelte artistiche, la ricerca storica e le difficoltà incontrate durante le riprese. Le domande hanno spaziato dal processo di adattamento del diario alla sceneggiatura, fino al ruolo della musica nel trasmettere l'atmosfera di quella epoca di violenza e speranza infranta. L'evento si è concluso con un consenso generale sull'importanza di riportare alla luce storie dimenticate e di valorizzare il patrimonio culturale della Basilicata.

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