Il 23 ottobre 2026 la comunità di Melfi e l’intera Basilicata hanno accolto una notizia che ha colpito al cuore la vita culturale della regione: la scomparsa di Franco Cacciatore. Il suo addio lascia un vuoto difficile da colmare, non solo per le pagine che ha scritto, ma per l’entusiasmo con cui ha animato i dibattiti civici, le iniziative locali e i momenti di condivisione tra i cittadini.
Storico, giornalista e un tempo presidente della Pro Loco di Melfi, Cacciatore ha dedicato la sua intera esistenza alla riscoperta delle radici lucane. Dalle monografie su personaggi illustri come Floriano Del Zio alle indagini sulle antiche infrastrutture, il suo operato è stato sempre caratterizzato da una rigorosità metodologica e da una generosa disponibilità a trasmettere il sapere alle nuove generazioni.
Un impegno storico e civico radicato nella Basilicata
Nel corso di decenni, Franco Cacciatore ha pubblicato saggi che hanno ridefinito la percezione del passato locale, inserendo figure dimenticate nel panorama nazionale e valorizzando il ruolo della città di Melfi nella storia antica e moderna. Le sue ricerche hanno messo in luce la complessità delle vie di comunicazione medievali, dimostrando come la geografia abbia influito sullo sviluppo socio-economico della zona.
Le ricerche su infrastrutture e progresso territoriale
Particolare attenzione è stata riservata allo studio delle strutture idrauliche e dei sistemi di difesa, temi che hanno permesso di comprendere le dinamiche di crescita del territorio. Cacciatore ha infatti correlato dati archeologici a documenti d’archivio, creando una narrazione integrata che ha arricchito le lezioni scolastiche e i dibattiti pubblici. Il suo approccio è stato definito interdisciplinare, capace di far dialogare storia, urbanistica e sociologia.
L’ultimo progetto letterario e l’appuntamento del 5 novembre
Il giorno precedente alla sua scomparsa, Cacciatore ha inviato un messaggio personale alla consigliera Maria Delli Gatti, invitandola alla presentazione del suo nuovo volume “Melfi Città Lucana Tradita”, programmata per il 5 novembre presso l’Università Popolare S. Nitti. Questo gesto ha sottolineato la sua costante volontà di condividere conoscenza, anche quando la salute lo metteva in difficoltà, trasformando la data della presentazione in un simbolo di continuità.
Il libro, che esplora le contraddizioni tra il patrimonio storico e le trasformazioni contemporanee, è destinato a diventare un punto di riferimento per chi desidera comprendere le ambiguità della modernità lucana. La decisione di pubblicare un’opera così impegnata poco prima della sua scomparsa ha rafforzato il legame emotivo tra l’autore e la sua comunità, rendendo l’appuntamento del 5 novembre un momento di commemorazione anticipata.
Il tributo di Maria Delli Gatti e la continuità dell’eredità
In qualità di consigliera comunale, Maria Delli Gatti ha espresso il proprio cordoglio, evidenziando come Franco Cacciatore fosse un punto di riferimento imprescindibile per la vita sociale di Melfi. Il suo messaggio di partecipazione al dolore familiare è stato accompagnato da un invito a non dimenticare la missione di conservazione della memoria, affinché le future generazioni possano beneficiare dell’eredità intellettuale lasciata.
Il ricordo di Cacciatore si concretizza anche nelle iniziative già in corso: il podcast “Le voci della Memoria del Vulture melfese”, da lei stesso curato insieme alla consigliera, continuerà a diffondere le storie del territorio. La promessa di preservare il suo lavoro è ora nelle mani della comunità, che si impegna a mantenere viva la cultura e il senso di appartenenza che l’autore ha tanto amato.



