23 ottobre 2026 🌤 17°

Ora solare 2026: spostamento di un’ora e consigli per il ritmo biologico

Il passaggio all’ora solare avrà luogo tra il 24 e il 25 ottobre; scopri gli effetti sul ritmo circadiano e quali cibi favoriscono l’adattamento.

Ora solare 2026: spostamento di un’ora e consigli per il ritmo biologico

Nel corso della notte tra sabato 24 e domenica 25 ottobre tutti gli orologi verranno anticipati di un’ora, segnando l’inizio dell’ora solare. Questo accorgimento, previsto dal calendario nazionale, durerà fino al fine settimana del 27-28 marzo 2027, quando le lancette torneranno a spostarsi verso l’ora legale per altri sette mesi.

Gli apparecchi elettronici – smartphone, tablet e computer – sincronizzeranno automaticamente il nuovo fuso orario, mentre i modelli analogici dovranno essere regolati a mano. Il semplice gesto di girare le lancette nasconde però conseguenze più profonde sulla nostra fisiologia quotidiana.

Il meccanismo del cambio d’ora: date e modalità operative

Il trasferimento avviene alle ore due del mattino, momento in cui la maggior parte delle attività domestiche è ancora sospesa. Spostare il tempo di un’ora in avanti genera un prolungamento delle ore di buio nelle prime settimane di ottobre, influenzando i ritmi circadiani di milioni di persone. Dal 24 al 25 ottobre, quindi, le giornate sembreranno più corte, mentre le notti più lunghe potranno interferire con il nostro orologio biologico.

Effetti fisiologici: dal “mini jet lag” alle variazioni dell’umore

Molti cittadini riferiscono una fase di adattamento di qualche giorno, caratterizzata da sonnolenza, irritabilità e leggere fluttuazioni dell’umore. Il fenomeno è comunemente definito come una sorta di mini jet lag, poiché il corpo deve ricalibrare il proprio ciclo sonno-veglia in modo simile a quanto avviene durante i viaggi intercontinentali.

Il parere del neurologo Luigi Ferini-Strambi

Luigi Ferini-Strambi, direttore del Centro di medicina del sonno dell’Irccs ospedale San Raffaele di Milano e professore ordinario di Neurologia alla Facoltà di Psicologia dell’università Vita-Salute San Raffaele, spiega che “si tratta di una sorta di mini jet lag”. Secondo il suo punto di vista, la regolazione dell’orologio interno può essere facilitata adottando abitudini alimentari mirate, che favoriscono la sintesi di neurotrasmettitori legati al sonno.

Alimentazione consigliata per sostenere l’adattamento

L’immunologo Mauro Minelli, professore di Nutrizione clinica all’università Lum ‘Giuseppe Degennaro, suggerisce una dieta ricca di beta-carotene e di fibre prebiotiche per proteggere le mucose e rinforzare le barriere epiteliali, particolarmente sollecitate dai cambiamenti termici autunnali.

Zucca e ortaggi dalla polpa arancione: il potere del beta-carotene

La zucca, le carote e altri ortaggi arancioni contengono elevate quantità di beta-carotene, un antiossidante naturale che sostiene la salute delle mucose e contribuisce a mantenere stabile il sistema immunitario durante la transizione di luce. Inserirli nei primi pasti dopo il cambio d’ora può ridurre la sensazione di stanchezza e migliorare la qualità del sonno.

Legumi e cereali integrali: energia a rilascio graduale

Legumi come lenticchie, ceci e fagioli, insieme a cereali integrali, forniscono carboidrati a lento rilascio e fibre prebiotiche, assicurando un apporto energetico costante e favorendo una flora intestinale equilibrata. Questi nutrienti sono particolarmente utili per contrastare i picchi di affaticamento che si manifestano nelle prime ore di buio.

Il cambio dell’ora solare rappresenta più di una semplice modifica di calendario: è un evento che può alterare il benessere psicofisico di chiunque. Regolare gli orologi, ascoltare i segnali del corpo e puntare su una alimentazione ricca di beta-carotene, legumi e cereali integrali costituisce una strategia pratica per superare il mini jet lag e mantenere l’energia durante le serate più corte.

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