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Morte di due operai nel Vallo di Diano: richieste di sicurezza e memoria

Due operai muoiono nel Vallo di Diano e l'ANPI chiede che il lavoro torni a essere un diritto sicuro e dignitoso, ricordando anche le vittime del 2006.

Morte di due operai nel Vallo di Diano: richieste di sicurezza e memoria

Il Vallo di Diano è stato scosso da un grave incidente che ha costato la vita a due cittadini: Antonio Simone, originario di Montesano Sulla Marcellana, e Pietro Pellegrino, residente a Sassano. Entrambi svolgevano attività lavorative nella zona quando si è verificato l’evento fatale, trasformando il loro posto di lavoro in una zona di lutto.

L’evento ha suscitato una forte reazione da parte dell’ANPI Vallo di Diano-Tanagro-Alburni che ha definito inaccettabile che il luogo di impiego diventi un campo di morte. L’associazione ha sottolineato che la mancanza di prevenzione rappresenta una sconfitta politica e civile in quanto le discussioni sulla sicurezza sul lavoro emergono solo in seguito a tragedie, per poi scomparire rapidamente.

Le morti di Antonio Simone e Pietro Pellegrino e la risposta dell’ANPI

L’ANPI ha espresso cordoglio alle famiglie delle vittime e ha ribadito che il lavoro è un pilastro della Repubblica, sancito dalla Costituzione. Nella nota ufficiale, l’associazione ha affermato: “non è accettabile che il posto di lavoro, anziché un luogo di degna realizzazione della persona, diventi il campo in cui questa trova la morte”. Quest’affermazione richiama l’idea che la protezione del lavoratore debba essere una priorità costante delle istituzioni.

Un appello alla memoria permanente

L’ANPI ha ricordato che le vittime non sono le prime nel territorio: nel 2006, Giovanna Curcio e Anna Maria Mercadante persero la vita nell’incendio di una fabbrica di materassi a Montesano sulla Marcellana. L’associazione ha lamentato che la memoria delle vittime non è stata coltivata in modo adeguato, svanendo dopo il cordoglio iniziale. Secondo l’ANPI, è indispensabile creare una memoria attiva che guidi le politiche future e impedisca il ripetersi di tragedie simili.

Il legame tra tragico evento e diritti costituzionali

Il diritto al lavoro è riconosciuto come diritto fondamentale dalla nostra Carta, che ne esige anche la dignità e la sicurezza. L’ANPI invita le autorità a tradurre questo principio in azioni concrete: controlli più rigorosi, formazione specifica per i datori di lavoro e sistemi di segnalazione efficaci. Senza un impegno costante, il rischio di trasformare il lavoro in una trappola mortale rimane elevato.

Strategie richieste dalle istituzioni locali

L’associazione chiede alle amministrazioni di Vallo di Diano, Tanagro e Alburni di elaborare piani che favoriscano l’accesso a occupazioni sicure, contrastino lo sfruttamento e garantiscano condizioni di lavoro dignitose. Tra le proposte figurano l’istituzione di commissioni permanenti per la sicurezza la creazione di campagne informative sulla normativa vigente e il sostegno a iniziative di formazione professionale. Solo così si potrà onorare la memoria di Antonio Simone, Pietro Pellegrino e delle altre vittime, trasformando il dolore in cambiamento.

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