14 Ottobre 2026 ☀ 9°

Crisi del gasolio in Basilicata: agricoltori chiedono 20 milioni e dimissioni

Agricoltori e trasportatori lucani chiedono azioni concrete: 20 milioni promessi, dimissioni richieste.

Crisi del gasolio in Basilicata: agricoltori chiedono 20 milioni e dimissioni

La Basilicata, la prima regione italiana per estrazione di petrolio, si trova oggi al centro di un paradosso: le casse statali riempite dalle royalties, ma i contadini non riescono a pagare il gasolio agricolo. L’annuncio dell’assessore all’agricoltura di un fondo da 20 milioni si scontra con la realtà di un bilancio non ancora certificato.

Il coordinamento agricoltori denuncia l’impossibilità di pagare il gasolio

Il Coordinamento agricoltori Basilicata ha diffuso una nota in cui denuncia che, nonostante la regione sia la principale produttrice di petrolio in Italia, gli agricoltori non possono più sostenere il costo del diesel necessario per i lavori in campagna. L’assessore ha dichiarato di destinare 20 milioni al settore, ma ha ammesso di non sapere se tali fondi esistano o quando arriveranno. Di fronte a queste incertezze, il coordinamento ha chiesto le dimissioni del responsabile, ritenuto incapace di trasformare gli annunci in atti concreti.
Dimissioni e cambio di guida sono stati presentati come l’unica via per superare il modello che, a loro dire, sta fallendo.

Le tre condizioni richieste per i 20 milioni

Secondo la nota, il fondo potrà diventare reale solo se: (1) una delibera viene firmata(2) la copertura di bilancio è certificata e (3) venga fissata una data di erogazione entro 48 ore. Senza questi elementi, i soldi resterebbero su carta, senza alcun impatto sulla vita delle aziende agricole.

I sindaci di 17 comuni chiedono un tavolo di crisi

Parallelamente, i sindaci di diciassette comuni della provincia, da Melfi a Venosa, hanno inviato una missiva al presidente della Regione, Vito Bardi, chiedendo la costituzione immediata di un tavolo di crisi con rappresentanti di trasportatori e agricoltori. La richiesta è stata motivata dalla continuità delle proteste di camion e trattori fermi per mancanza di carburante. Gli amministratori hanno sottolineato che è la giunta stessa ad aver dovuto sollecitare l’intervento superiore, non i cittadini.

Il documento dei sindaci evidenzia che, nonostante le promesse, non ci sono ancora misure strutturali per alleggerire il peso dell’energia su chi produce. Le dichiarazioni del presidente Bardi sono state descritte come “annunci” senza traduzione in azioni operative.

Contraddizioni tra ricavi petroliferi e sostegno reale

Le autorità regionali avevano promesso che le royalties derivanti dal sottosuolo avrebbero trasformato la Basilicata in una terra “attrattiva” per agricoltura e impresa. In passato, il bonus gas era presentato come la chiave per arginare lo spopolamento. Oggi, però, i dati mostrano che la regione soffre tanto quanto le altre aree del Mezzogiorno, se non di più. A fronte di ciò, la vicina Puglia ha già stanziato 30 milioni di euro a sostegno degli agricoltori, evidenziando un divario evidente tra le parole e il supporto finanziario effettivo.

Il coordinamento, i sindaci e i rappresentanti dei trasportatori concordano sul fatto che la sola volontà politica non basta: occorre una risposta concreta, con un piano di interventi pronto a essere discusso in consiglio regionale.

In definitiva, la situazione della Basilicata mette in luce come le risorse naturali estratte dal territorio non si traducano automaticamente in benefici per chi vive e lavora su quel suolo. La richiesta di dimissioni la pressione per un tavolo di crisi e l’esigenza di una delibera firmata con copertura di bilancio certificata rappresentano gli ultimi tentativi di chi, stanco di promesse vuote, vuole vedere trasformarsi le parole in fatti concreti.

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