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Maggioranza di centrodestra incolpa le opposizioni per l’assenza di numero legale

Il 13 ottobre il Consiglio regionale di Potenza non ha raggiunto il numero legale; la maggioranza di centrodestra incolpa le opposizioni, che replicano con una versione diversa dei fatti.

Maggioranza di centrodestra incolpa le opposizioni per l’assenza di numero legale

Il Consiglio regionale della Basilicata, riunito a Potenza il 13 ottobre, ha dovuto chiudere prematuramente perché non è stato raggiunto il quorum necessario per proseguire i lavori. La questione ha subito generato una forte disputa tra la maggioranza di centrodestra e le forze dell’opposizione ognuna delle quali ha presentato una versione differente di quanto accaduto.

Come si è verificata l’assenza di numero legale

Al momento della sospensione della seduta, la maggioranza contava su 10 consiglieri presenti su 13 mentre le opposizioni erano rappresentate da 7 su 8. Il punto cruciale era la discussione di una mozione sulle incompatibilità tra incarichi privati e la carica di consigliere regionale. Senza preavviso, il consigliere Tataranno ha richiesto di anticipare il punto 103 dell’ordine del giorno, indicandone solo il numero. Le opposizioni, non avendo chiarezza sul contenuto, hanno deciso di astenersi dalla votazione sulla modifica dell’ordine dei lavori, provocando così la perdita del quorum.

Il contenuto del punto 103

Solo successivamente è stato rivelato che il punto 103 riguardava una mozione sulle incompatibilità. La maggioranza ha affermato che non vi era alcuna intenzione di evitare il dibattito su quel tema, ma che le opposizioni hanno voluto impedire la prosecuzione senza fornire spiegazioni. Dal canto loro, le forze dell’opposizione hanno sottolineato che la decisione di Tataranno è stata presa in violazione di un accordo preliminare che prevedeva la discussione di provvedimenti su case popolari, piano interventi per il lavoro, servizio civile, fondo sanitario, sicurezza e salario minimo.

Le dichiarazioni della maggioranza di centrodestra

Nel comunicato congiunto, i consiglieri di maggioranza hanno rimarcato che, sebbene riconoscano alcune proprie assenze, è stata la scelta dei membri presenti in aula a non proseguire i lavori a causare la mancanza del numero legale. Hanno chiesto una verifica puntuale dei fatti attraverso gli organi competenti, sostenendo che “fare impresa è un diritto, ma ricoprire una carica pubblica è una responsabilità”. Inoltre, hanno annunciato l’intenzione di convogliare la discussione su una eventuale seduta straordinaria interamente dedicata alla mozione sulle incompatibilità.

Richiesta di un Consiglio straordinario

La maggioranza ha precisato che il Consiglio straordinario sarà convocato per affrontare la tematica in modo esaustivo, senza limitarsi a singole situazioni. Il loro obiettivo è garantire trasparenza e dare risposta ai cittadini lucani, evitando che la questione rimanga in sospeso mentre altre tematiche urgenti della Basilicata restino inattive.

La replica delle opposizioni

Le opposizioni hanno presentato una versione alternativa dei fatti, sostenendo che la convocazione di commissioni straordinarie era stata predisposta proprio per permettere il dibattito sui provvedimenti di maggiore rilevanza regionale. Hanno accusato la maggioranza di deviare l’attenzione verso polemiche su incompatibilità, invece di concentrarsi su problemi concreti della Basilicata. Inoltre, hanno evidenziato che già esiste una mozione sullo stesso tema, iscritta al punto 109 dell’ordine del giorno, proposta da alcuni consiglieri di centrosinistra.

Prospettive future

Entrambe le parti concordano sulla necessità di approfondire le incompatibilità ma divergono sul metodo e sul tempismo. La maggioranza insiste su una seduta straordinaria per trattare la questione in modo prioritario, mentre le opposizioni chiedono un dibattito più ampio sui conflitti di interesse in tutti i settori regionali. Nel frattempo, la popolazione lucana resta in attesa di risposte concrete su temi come le case popolari, il piano per il lavoro e il salario minimo, tutti rimasti in sospeso a causa del mancato quorum.

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