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Andretta chiarisce il caso Camastra: nessun pericolo per l’acqua potabilizzata

Alfonso Andretta interviene per smentire ogni ipotesi di compromissione dell’acqua della Camastra. La società precisa che la vicenda riguarda solo sicurezza dei lavoratori e manutenzioni interne, senza effetti sulla qualità dell’acqua distribuita.

Andretta chiarisce il caso Camastra: nessun pericolo per l’acqua potabilizzata

La vicenda legata all’impianto della Camastra ha richiesto una presa di posizione netta da parte di Acquedotto Lucano. In seguito alla diffusione di un articolo che ipotizzava un presunto sversamento di acido solforico nel potabilizzatore, l’amministratore unico Alfonso Andretta ha voluto intervenire per ristabilire i fatti e offrire una rassicurazione esplicita ai cittadini.

Il messaggio inviato dalla società è chiaro: non vi è mai stato e non esiste alcun pericolo di compromissione della qualità dell’acqua potabilizzata. Secondo la precisazione ufficiale, l’impianto ha continuato a svolgere regolarmente la propria funzione, mentre le attività interne richiamate nel dibattito pubblico riguardano tutt’altro ambito, cioè la tutela dei lavoratori e la sicurezza operativa nei luoghi di lavoro.

La precisazione di Andretta

Nella nota diffusa dopo la lettura dell’articolo pubblicato da Basilicata24.it, Andretta contesta l’interpretazione che avrebbe collegato la vicenda a un rischio per l’acqua destinata all’utenza. La società sottolinea che gli elementi citati nei documenti interni non devono essere letti come segnali di allarme per il servizio idrico, ma come parte di un’attività ordinaria e continua di controllo, verifica e prevenzione.

In questa prospettiva, il richiamo agli atti interni viene ricondotto a un tema ben preciso: la gestione della sicurezza sul lavoro. Si tratta, dunque, di valutazioni e procedure legate alla protezione di chi opera nell’impianto, non a un problema di qualità dell’acqua. La distinzione è centrale, perché consente di separare in modo netto le questioni tecniche interne dalle condizioni del servizio erogato ai cittadini.

Controlli rafforzati e attività di audit

La società spiega che negli ultimi mesi le attività di audit sono state ulteriormente intensificate. Questa scelta, secondo la nota, risponde all’esigenza di garantire non solo l’efficienza del servizio, ma anche una maggiore attenzione ai punti più delicati del sistema produttivo e organizzativo. L’obiettivo è duplice: da un lato mantenere elevata la qualità delle prestazioni offerte all’utenza, dall’altro assicurare standard adeguati di tutela per i dipendenti.

In questo quadro, il rafforzamento dei controlli viene presentato come una pratica di responsabilità e non come la conferma di un problema in atto. Al contrario, l’azienda insiste sul fatto che la vigilanza costante serve proprio a prevenire criticità e a intervenire con tempestività quando si rendano necessari miglioramenti o manutenzioni. È un approccio che punta a rafforzare la fiducia nel sistema e a ridurre al minimo ogni possibile rischio operativo.

Il nodo del serbatoio e la manutenzione

Il chiarimento entra poi nel dettaglio dell’episodio citato. Secondo Acquedotto Lucano, il fatto richiamato non ha alcuna relazione con il processo di potabilizzazione dell’acqua fornita agli utenti. L’intervento era invece collegato alla necessità di riparare un serbatoio destinato al normale stoccaggio di prodotti reagenti. Si tratta di un elemento tecnico interno, previsto per la gestione ordinaria dell’impianto, ma che richiede comunque attenzioni specifiche sul piano della prevenzione e della sicurezza.

La riparazione, precisa la società, aveva uno scopo molto concreto: ridurre il più possibile il rischio di contatto accidentale con gli operatori. Dunque, l’attenzione era rivolta alla protezione del personale e alla corretta manutenzione delle strutture, non al trattamento dell’acqua immessa nella rete. In altre parole, l’intervento si collocava sul piano della sicurezza industriale, senza alcuna interferenza sulla qualità dell’acqua erogata ai cittadini.

Nessuna interferenza sulla qualità dell’acqua

Su questo punto la società è particolarmente ferma. Il comunicato ribadisce che l’assenza di interferenze con l’acqua potabile non è una supposizione, ma un dato che viene presentato come assolutamente certo. La vicenda, quindi, non deve essere interpretata come un caso di contaminazione o come una minaccia per la salute pubblica. Il messaggio rivolto all’utenza è improntato alla massima tranquillità: l’acqua dell’impianto della Camastra resta sicura e conforme alla sua destinazione d’uso.

Questa precisazione appare importante anche per evitare fraintendimenti in un ambito particolarmente sensibile, in cui le parole possono generare allarme più rapidamente dei fatti. Proprio per questo la società insiste sulla necessità di leggere correttamente i documenti interni e di non sovrapporre piani diversi: da una parte la gestione dei materiali e dei processi di lavoro, dall’altra la qualità dell’acqua distribuita. Sono ambiti distinti e, nel caso specifico, non comunicanti.

Responsabilità e attenzione nei settori più sensibili

Nella parte finale della sua nota, Acquedotto Lucano coglie l’occasione per richiamare un principio che definisce essenziale: la responsabilità di chi ricopre ruoli di coordinamento e vigilanza all’interno della struttura. Secondo la società, a tutti i dipendenti con incarichi di responsabilità viene oggi richiesto un livello di attenzione ancora più alto, soprattutto nei comparti considerati più delicati per la missione aziendale.

Il richiamo non è solo formale, ma si inserisce in una logica di gestione orientata alla prevenzione. L’idea è che nei settori più sensibili sia necessario mantenere un controllo rigoroso, con procedure precise e tempi rapidi di intervento quando emergano esigenze tecniche o organizzative. Da qui la volontà di ribadire che la tutela della sicurezza e la salvaguardia della qualità del servizio rimangono due obiettivi prioritari e complementari.

In sintesi, la posizione di Andretta mira a dissipare ogni dubbio: nessun pericolo per l’acqua, nessuna compromissione dell’impianto di potabilizzazione, nessuna ricaduta per gli utenti. Resta, invece, l’attenzione su manutenzione, prevenzione e protezione dei lavoratori, elementi che la società considera parte integrante del buon funzionamento del servizio.

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