L’ospedale regionale San Carlo di Potenza ha dato il via a una serie di interventi volti a potenziare il reparto di radioterapia. L’avvio dei lavori, previsto nell’ultimo trimestre, segna una tappa cruciale per l’offerta oncologica della Basilicata, con l’obiettivo di ridurre la necessità di spostamenti fuori regione per trattamenti specialistici. Il progetto nasce da un accordo di partenariato pubblico-privato con Amethyst Radioterapia Italia realtà facente parte di Stingray Healthcare Group, che ha già collaborato con il San Carlo negli ultimi quattro anni.
Il direttore generale Giuseppe Spera ha sottolineato che il potenziamento della radioterapia è un passo strategico per la crescita dell’azienda ospedaliera. “Continuiamo a investire in innovazione, tecnologia e competenze, con l’intento di offrire cure sempre più qualificate e vicine ai bisogni dei pazienti” ha dichiarato, aggiungendo che l’intervento rafforzerà il ruolo del San Carlo nella rete oncologica regionale.
Nuove infrastrutture e tecnologie al San Carlo
Il cuore dell’intervento consiste nella costruzione di un secondo bunker per la terapia a fascio, nell’installazione di due acceleratori lineari di ultima generazione e nella ristrutturazione degli spazi clinici per ottimizzare i percorsi assistenziali. Parallelamente, verrà introdotta una TAC di ultima generazione dotata di un sistema di monitoraggio automatico della respirazione che sincronizza l’acquisizione delle immagini con il ciclo respiratorio del paziente. Questa tecnologia consente di ridurre drasticamente i tempi di apnea, migliorando il comfort durante l’esame e garantendo immagini ad altissima risoluzione, fondamentali per una pianificazione terapeutica precisa.
Dettagli sulla TAC avanzata
La nuova TAC, oltre al controllo respiratorio, utilizza algoritmi di ricostruzione in tempo reale che permettono di coprire le zone di interesse in pochi cicli respiratori. Il risultato è una riduzione significativa dei tempi di esecuzione rispetto ai sistemi tradizionali, con un impatto positivo sulla capacità di accoglienza del reparto. Gli specialisti del San Carlo prevedono che questa innovazione faciliterà la gestione di tumori situati in regioni in movimento, come cuore e torace rendendo più rapide le decisioni cliniche.
Impatto sulla rete oncologica lucana
L’assessore regionale alla Salute e Politiche della Persona, Cosimo Latronico ha commentato che l’intervento rappresenta una concreta attuazione delle azioni programmate dalla Regione per potenziare e qualificare la rete oncologica. Grazie alle nuove apparecchiature, il San Carlo potrà aumentare la capacità di presa in carico dei pazienti, raddoppiando il numero di cicli di trattamento annui. Questo dovrebbe ridurre la migrazione sanitaria verso regioni limitrofe, garantendo ai lucani accesso a cure oncologiche di livello elevato vicino al proprio domicilio.
Ralph Hefti, amministratore delegato di Stingray Healthcare Group, ha ribadito che nei quattro anni precedenti la collaborazione la struttura aveva già triplicato i cicli di trattamento. Con il nuovo accordo, la capacità verrà ulteriormente raddoppiata, permettendo di affrontare casi di maggiore complessità con una maggiore precisione terapeutica e una protezione più efficace dei tessuti sani.
Supporto psicologico e assistenziale
Accanto all’aggiornamento tecnologico, il progetto prevede l’attivazione di un servizio di supporto psicologico dedicato a pazienti e famiglie. Il dottor Giuseppe Giovinazzo responsabile della radioterapia, ha sottolineato che l’integrazione di questo servizio potrà apportare benefici concreti, migliorando l’aderenza alle terapie e il benessere emotivo durante Percorsi spesso soggetti a forte stress. L’obiettivo è creare un centro oncologico completo capace di rispondere a tutte le esigenze dei pazienti con standard elevati e una visione orientata al futuro.



