Venerdì mattina, nella classe della terza media della scuola Giovanni Verga a Centocelle, una professoressa di 66 anni è stata trafessa da tre coltellate da parte di un ragazzo di 13 anni. Il giovane, già noto per il suo basso rendimento in storia e italiano, aveva acquistato i pugnali e un elmetto tramite internet, probabilmente su indicazione di contatti online. L’intervento dei Carabinieri ha permesso di immobilizzare l’assalitore, mentre la docente è stata soccorsa d’urgenza e dimessa dopo pochi giorni di degenza.
L’attacco a Centocelle: i fatti e le prime indagini
Secondo i rilievi del personale della scuola, l’aggressione è avvenuta in presenza di altri studenti, che hanno immediatamente ripreso la scena con i loro smartphone. I video, diffusi poi sui social, hanno mostrato il ragazzo con un elmetto, occhiali da protezione e due coltelli, mentre la docente cercava di difendersi. Le autorità hanno sequestrato lo smartphone del minorenne e, durante le perquisizioni a casa, hanno trovato ulteriori dispositivi informatici, tra cui un tablet e un laptop, suggerendo una rete di comunicazione più ampia.
Profilo del ragazzo e ipotesi di reclutamento
Le indagini delle unità informatiche dell’Arma hanno individuato cinque nickname su una chat di Telegram, con cui il ragazzo avrebbe avuto contatti prima dell’attacco. Gli interlocutori, apparentemente legati a gruppi suprematisti e accelerazionisti avrebbero incoraggiato il giovane a compiere l’assalto, promettendo visibilità online. Alcuni esperti suggeriscono che il ragazzo fosse attratto da contenuti violenti su piattaforme di video streaming, dove il desiderio di notorietà spinge i minori a imitare gesti estremi.
Le dichiarazioni di Tito Baldini: una diagnosi sociale
Il professore di psicologia Tito Baldini esperto di adolescenti presso la Società psicoanalitica italiana, ha commentato l’accaduto definendolo “un sintomo di una patologia di sistema”. Secondo Baldini, le nuove generazioni sono sempre più isolate, credono di condividere ma vivono in una realtà digitale priva di legami concreti. L’assenza di un “senso delle cose” fa sì che atti estremi – violenza, insulti o indifferenza – abbiano tutti la stessa percezione di significato per i giovani.
Genitori, scuola e il ruolo dell’istituzione educativa
Baldini ha puntato il dito anche sulla crisi dell’istituzione scolastica salari bassi, carichi di lavoro e la crescente mercificazione dell’istruzione riducono la scuola a un semplice “servizio per famiglie” piuttosto che a un luogo di crescita affettiva. In questo contesto, i genitori, rifugiandosi in un modello consumistico, tendono a difendere i figli anche quando questi ottengono voti bassi, ritenendo l’atteggiamento genitoriale sinonimo di “buona maternità”. Il professor Baldini avverte che la punizione tradizionale – anche la reclusione – non è più efficace, perché i giovani non percepiscono più il concetto di responsabilità.
Indagine sui possibili legami estremisti
Le forze dell’ordine continuano a esaminare le comunicazioni intercettate per identificare i cinque soggetti che avrebbero istigato l’attacco. Le autorità non escludono che alcuni di loro possano aver registrato l’azione per poi diffonderla su piattaforme di true crime. Il caso sembra ricollegarsi a dinamiche già osservate in altre nazioni, dove gruppi di destra estrema reclutano adolescenti vulnerabili tramite videogiochi e chat, sfruttando il loro senso di rabbia e isolamento.
In attesa di ulteriori sviluppi, l’intervento di Baldini invita a una riflessione più profonda sulla perdita di senso nella società contemporanea, sulla necessità di ricostruire legami affettivi, e su un modello educativo che valorizzi il tempo per il pensiero, piuttosto che la mera produzione e consumo.



