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VII edizione di In-ruins: residenza artistica tra le rovine di Venosa e Melfi

Scopri la nuova residenza artistica In-ruins VII, dove arte contemporanea e rovine storiche si incontrano a Venosa e Melfi.

VII edizione di In-ruins: residenza artistica tra le rovine di Venosa e Melfi

Il programma In-ruins giunge alla sua settima edizione, una proposta che mette in relazione arte contemporanea archeologia e vita di comunità nei territori di Venosa e Melfi. Ideato da Archeofuturo APS il progetto nasce con l’obiettivo di trasformare le antiche strutture del Meridione in laboratori di ricerca, scambio e produzione culturale. Quest’anno, la manifestazione è stata introdotta con una conferenza stampa tenutasi nella suggestiva Sala del Trono del Castello Pirro del Balzo dove sono stati illustrati i contenuti della nuova residenza artistica e le prospettive di un dialogo fra passato e presente.

Conferenza stampa nella Sala del Trono

All’evento sono intervenuti l’Assessora alla Cultura Rossella Centrone la Direttrice del Museo e Parco Archeologico di Venosa Rosanna Calabrese il Direttore di In-ruins Nicola Guastamacchia e il curatore Nicola Nitido. Rossella Centrone ha sottolineato con entusiasmo che “ospitare per la prima volta a Venosa una residenza artistica di questo calibro” rappresenta un’occasione preziosa per la cittadina, capace di trasformare il patrimonio archeologico in un vivace spazio di ricerca e produzione contemporanea. Il discorso ha evidenziato come l’afflusso di creativi provenienti da paesi differenti apra la comunità a nuovi sguardi, nuove sensibilità e nuovi racconti creando un dialogo fecondo tra le radici storiche e le espressioni artistiche attuali.

Gli artisti selezionati per la residenza

Quattro autori internazionali sono stati scelti per questa edizione: Nona Inescu dalla Romania, Nazira Karimi dal Kazakistan, Niccolò Masini dall’Italia e Lucas Cornejo Pasara dal Perù. Il loro percorso creativo, arricchito da diverse tradizioni culturali, andrà a intersecarsi con il contesto storico-archaeologico dei due comuni. La presenza di questi residenti promette una molteplicità di linguaggi visivi, sonori e performativi, che potranno trasformare le rovine in palcoscenici di sperimentazione e dialogo interculturale. Ogni artista avrà la possibilità di reinterpretare gli spazi attraverso installazioni, performance e opere site-specific, contribuendo a una narrazione collettiva che supera i confini nazionali.

Logistica, ospitalità e supporto istituzionale

Dal momento dell’arrivo fino all’11 ottobre, i quattro residenzisti vivranno nel Convento della Madonna delle Grazie gestito dal Comune di Venosa che fornirà spazi abitativi e laboratori. La collaborazione con i Musei e Parchi Archeologici di Melfi e Venosa garantirà accesso a siti storici, documentazione e materiale di ricerca. Il Comune di Melfi patrocinerà l’iniziativa, affiancato dalla Fondazione Elpis e dalla Fondazione Italia Patria della Bellezza. Grazie a questo network di enti, la residenza è resa possibile da un ricco tessuto di sostegno pubblico-privato, che consente agli artisti di concentrarsi sul processo creativo, sperimentando interazioni con il territorio e con la popolazione locale.

Origini e missione del progetto In-ruins

Avviato nel 2018, In-ruins si propone di trasformare rovine e luoghi monumentali del Sud Italia in spazi di incontro, riflessione e sperimentazione artistica. Il programma punta a valorizzare il patrimonio archeologico e le tradizioni locali, inserendo le storie delle comunità in un contesto contemporaneo. L’obiettivo è far emergere miti e narrazioni secolari attraverso pratiche artistiche attuali, creando una sinergia tra la memoria storica e le dinamiche culturali del presente. Questa visione, radicata nelle profonde radici mediterranee, mira a trasmettere al pubblico un’esperienza sensoriale che unisca il passato tangibile con la creatività contemporanea.

Restituzioni pubbliche: 9-10 ottobre

Le opere realizzate durante la residenza saranno presentate al pubblico nei giorni venerdì 9 e sabato 10 ottobre. Gli eventi pubblici, organizzati nei contesti archeologici di Venosa e Melfi, offriranno al cittadino l’opportunità di interagire direttamente con le installazioni e le performance dei quattro artisti. Sarà inoltre possibile partecipare a dibattiti e percorsi guidati che illustreranno i processi creativi alla base dei progetti. L’iniziativa si configura così come un ponte tra la ricerca accademica, la pratica artistica e l’interesse della popolazione, contribuendo a rafforzare il ruolo di Venosa e Melfi come centri di innovazione culturale.

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