Dal 1°, i cittadini lucani non esenti dovranno pagare una quota di compartecipazione di 2,50 euro per ogni ricetta farmaceutica convenzionata. La misura, introdotta dalla Giunta regionale della Basilicata con la D.G.R. n. 544 del 27 agosto 2026 ha suscitato perplessità in un cittadino che ha deciso di approfondire l’argomento.
Antonio Grieco, ingegnere e libero cittadino, ha analizzato i dati ufficiali e ha sollevato dubbi sulla proporzionalità e trasparenza della nuova misura. In particolare, ha notato che il beneficio finanziario teorico potrebbe essere oltre cinque volte superiore al minimo richiesto dalla normativa nazionale.
Il problema della proporzionalità
La normativa nazionale prevede che le Regioni che superano il tetto della spesa farmaceutica adottino misure di contenimento per un ammontare pari almeno al 30% dello sforamento. Nel 2025, lo scostamento della Basilicata è stato quantificato in circa 7 milioni di euro, con un minimo di 2,1 milioni di euro richiesto per le misure di contenimento.
Tuttavia, secondo i calcoli di Grieco, il ticket di 2,50 euro potrebbe generare un beneficio finanziario teorico di circa 10,55 milioni di euro su base annua. Questo perché, nel 2025, sono state emesse in Basilicata 6.918.039 ricette di farmaceutica convenzionata, di cui circa 4,22 milioni potenzialmente assoggettabili alla nuova quota.
Le alternative non considerate
Grieco ha evidenziato che la Regione avrebbe potuto considerare altre misure per contenere la spesa farmaceutica, come la distribuzione diretta dei farmaci, il maggiore ricorso ai farmaci equivalenti e biosimilari, controlli più incisivi sull’appropriatezza prescrittiva, la razionalizzazione degli acquisti e ulteriori misure organizzative.
Inoltre, ha sottolineato che il ticket potrebbe assumere un peso significativo per lavoratori, pensionati e famiglie che già sostengono un rilevante carico fiscale, anche se la somma di 2,50 euro potrebbe sembrare modesta.
Le richieste alla Giunta regionale
Grieco ha chiesto alla Giunta regionale di rendere pubblici il gettito o beneficio finanziario effettivamente previsto, il calcolo utilizzato per determinare la quota di 2,50 euro, la durata precisa del provvedimento, la data o la soglia economica raggiunta la quale il ticket sarà sospeso, la destinazione delle eventuali somme eccedenti e le misure alternative adottate per ridurre sprechi e prescrizioni inappropriate.
Ha inoltre invitato i consiglieri regionali di minoranza a esercitare la propria funzione di controllo istituzionale, chiedendo la convocazione della Commissione consiliare competente, presentando un’interrogazione e una mozione per la sospensione o rimodulazione del ticket e promuovendo una verifica tecnico-giuridica sulla proporzionalità, sull’istruttoria e sulla motivazione della deliberazione.
In mancanza di un intervento tempestivo, di una motivazione finanziaria completa e di risposte adeguate alle questioni sollevate, Grieco ha annunciato che valuterà l’impugnazione della D.G.R. n. 544 del 27 agosto 2026 davanti al TAR Basilicata.
L’iniziativa non sarà fondata sulla semplice contrarietà politica, ma sulla verifica di possibili vizi riguardanti l’istruttoria, la motivazione, la proporzionalità, la mancata indicazione del beneficio finanziario atteso e della durata della misura, nonché l’eventuale mancata valutazione di alternative meno onerose.
Non è una battaglia per risparmiare 2,50 euro. È una richiesta di proporzionalitàtrasparenza corretta amministrazione e rispetto dei cittadini lucani.



