In un’epoca dominata da algoritmi e intelligenza artificiale, Costanza Gallina, consulente HR e orientatrice professionale di Novara, sceglie di mettere al centro del suo lavoro una parola semplice ma potente: consapevolezza. Questo concetto non è un mero slogan motivazionale, ma il cuore di un metodo che applica da anni in due ambiti apparentemente distinti: l’orientamento professionale per privati, soprattutto donne, e la ricerca e selezione del personale per aziende.
Oltre le parole chiave: l’importanza dell’umanità nella selezione
Gallina esprime preoccupazione per l’affidamento sempre più frequente a software e algoritmi nella selezione del personale. «Ci stiamo innamorando dell’intelligenza artificiale anche in questo campo», afferma. Tuttavia, sottolinea che assumere qualcuno non significa trovare la migliore combinazione di parole chiave. Anche se utilizza strumenti digitali e AI, ritiene fondamentale che questi siano gestiti da professionisti capaci di leggere le persone oltre la scheda del CV.
Il vero problema, secondo Gallina, non è la tecnologia in sé, ma l’idea che possa sostituire il giudizio, l’esperienza e la sensibilità di chi un colloquio lo sa condurre davvero. Questo tema riguarda sia le aziende, che rischiano di scartare profili validi per algoritmi troppo rigidi, sia i candidati, spesso valutati da un sistema prima ancora di parlare con una persona.
Dall’ascolto alla pratica: un metodo basato sulla persona
Il metodo di Gallina non è nato a tavolino, ma si è sviluppato attraverso l’esperienza quotidiana. Sul fronte B2C, lavora principalmente con donne che, in momenti diversi della vita, cercano una nuova direzione professionale. Questi momenti possono essere un cambio di città, una maternità, un licenziamento, o semplicemente la sensazione di essere ferme da troppo tempo.
Sul fronte B2B, la stessa attenzione alla persona si traduce in due servizi concreti per le aziende: la ricerca e selezione del personale, condotta con un metodo che va oltre la corrispondenza tra competenze e job description, e la valutazione dello stress lavoro correlato. Quest’ultimo servizio, obbligatorio per legge, è trattato da Gallina come un’occasione per capire davvero come stanno le persone all’interno di un’organizzazione.
Il libro: un percorso di self-empowerment
Questo doppio percorso, professionale e umano, è al centro del libro di Gallina, Realizza chi sei. Un percorso di self-empowerment (2023). Nel libro, l’autrice mette nero su bianco alcune riflessioni sull’importanza del conoscere se stessi. La tesi di fondo è che la consapevolezza di sé non sia un talento con cui si nasce, ma una competenza che si costruisce attraverso impegno, determinazione e il desiderio genuino di migliorarsi.
Il libro accompagna il lettore in un percorso che parte da una domanda scomoda: chi sono davvero, al netto dei ruoli che gli altri mi hanno assegnato? Gallina fornisce strumenti concreti di auto-orientamento, trasformando il libro in un vero e proprio percorso di self-empowerment ossia il riprendersi il potere di decidere della propria vita professionale.
Un filo che unisce persone e aziende
Quello che rende interessante il percorso professionale di Costanza Gallina non è tanto il fatto di occuparsi sia di persone che di aziende, quanto il rifiuto di trattarle come due mondi separati. Se un’azienda vuole assumere bene, deve saper leggere le persone, non solo le competenze. E se una persona vuole ritrovare la propria strada professionale, deve prima di tutto conoscersi; esattamente come chiede a un recruiter di fare con i candidati.
In un mercato del lavoro sempre più affidato ad algoritmi, filtri ATS e chatbot di selezione, Gallina sceglie di scommettere su ciò che, per fortuna, nessuna tecnologia sa ancora fare davvero: leggere le persone. Comprenderne il valore, le competenze, le contraddizioni e il potenziale. Perché dietro un curriculum c’è sempre una persona. E lo stesso vale quando siamo noi a doverci guardare allo specchio e capire chi siamo, cosa sappiamo fare e dove vogliamo andare.



