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Snellire le procedure per la statale 7: richieste, ritardi e prospettive

La statale 7 è al centro di un contendere politico e tecnico: code, cantieri attivi nelle ore di punta e il confronto tra progetti concorrenti spingono a chiedere procedure più snelle e soluzioni operative

Snellire le procedure per la statale 7: richieste, ritardi e prospettive

La Strada statale 7 è tornata al centro del dibattito pubblico in Basilicata: il tratto Matera-Ferrandina, cruciale per i collegamenti interregionali, ha registrato nelle ultime settimane rallentamenti e lunghe code che hanno allungato i tempi di percorrenza fino a un’ora in più per molti pendolari. Il consigliere regionale Piero Marrese ha chiesto con forza di accelerare e snellire le procedure necessarie per avviare gli interventi strutturali, a partire dal previsto raddoppio a quattro corsie, giudicato indispensabile per lo sviluppo economico e sociale del territorio.

I lavori in corso vengono riconosciuti come necessari ma l’organizzazione dei cantieri è stata criticata: più cantieri contemporanei nelle ore di punta stanno creando un impatto pesante sulla viabilità quotidiana. Marrese propone di aprire un confronto con Anas e le imprese per riprogrammare le fasi operative, valutando ad esempio la possibilità di lavorare in fasce orarie meno critiche o in orario notturno, anche se ciò comporterebbe maggiori costi. L’obiettivo espresso è ridurre i disagi senza rinunciare alla qualità degli interventi.

La pressione politica e le iniziative in Consiglio

Lo stato dei lavori e l’iter autorizzativo sono diventati terreno di scontro politico. Esponenti come il capogruppo Vizziello hanno sollecitato la Giunta regionale a tradurre le promesse in cantieri operativi, mentre il consigliere Cifarelli ha predisposto una mozione urgente per aprire un tavolo interregionale che coinvolga Regione Puglia, Provincia di Taranto e l’Ente Parco dell’Alta Murgia, oltre a richiedere interlocuzioni con il MASE e il Ministero della Cultura per sbloccare i pareri mancanti. Il Movimento 5 Stelle ha ottenuto, il 21 maggio, un’audizione con l’assessore alle Infrastrutture e con i dirigenti Anas per fare il punto sui cantieri e sulle prospettive.

Interventi in corso e misure annunciate

Nel dettaglio, Anas ha illustrato alcuni interventi prioritari: il risanamento del viadotto Basento con un impegno superiore a 7 milioni di euro e una programmazione che punta a concludere i lavori entro la fine di agosto; un piano da 2 milioni per la sostituzione di 16 chilometri di barriere di sicurezza, di cui 11 già posizionate; e uno stanziamento confermato di 30 milioni per una terza corsia nel tratto Ferrandina-Miglionico da appaltare entro fine anno. Per mitigare i disagi, Anas ha affermato l’intenzione di aprire cantieri mobili dopo le 9, ma la soluzione non convince tutti.

La questione del VIA e la polemica territoriale

Accanto ai problemi di gestione dei cantieri si è acceso un altro fronte: la Valutazione di Impatto Ambientale (VIA). Il 15 maggio 2026 il Ministero ha dato il via libera definitivo alla Valutazione di Impatto Ambientale per la variante Tolve-Pazzano, opera da circa 580 milioni di euro, mentre la pratica per il bypass della Matera-Ferrandina è ancora ferma in attesa di pareri ministeriali. L’Associazione Aism Mathera ha denunciato una percezione di disparità e di favoritismi, con l’accusa che risorse e priorità vengano assegnate in modo non omogeneo tra opere diverse.

Dati di traffico e timori locali

I critici richiamano anche i dati sui flussi: la statale 7 registra picchi giornalieri stimati tra i 15.000 e oltre 20.000 transiti, con un tasso di mortalità preoccupante che alimenta la richiesta di interventi strutturali urgenti. Al contrario, si sostiene che la variante Tolve-Pazzano offrirebbe miglioramenti marginali sui tempi di percorrenza, riducendoli di soli dieci minuti tra alcune località. Per chi protesta, la scelta di accelerare un progetto rispetto all’altro rischia di penalizzare Matera e la sua provincia.

Scenari, reazioni e possibili vie legali

La frattura politico-sociale ha prodotto proposte variegate: dalla richiesta di maggiore autonomia gestionale e finanziaria per la provincia alla più radicale ipotesi di un referendum consultivo per il passaggio amministrativo alla Regione Puglia. Alcuni soggetti locali hanno annunciato l’intenzione di inviare documenti alla Corte dei Conti per verificare eventuali danni erariali e di portare il caso all’attenzione di inchieste televisive nazionali, nella speranza di ottenere maggiore trasparenza sulle scelte che influenzeranno la rete viaria locale.

Verso un equilibrio tra opere e programmazione

Nel medio termine la sfida resta trovare un equilibrio tra l’esigenza di completare opere strategiche come il bypass e la necessità di non paralizzare la circolazione quotidiana con cantieri mal coordinati. I principali attori istituzionali sono chiamati a confrontarsi: aprire tavoli di confronto, riprogrammare i cantieri e valutare risorse aggiuntive per lavorazioni notturne o in fasce meno impattanti sono proposte ripetute nei documenti e nelle audizioni.

In assenza di decisioni rapide sul fronte autorizzativo e di una migliore pianificazione operativa, la provincia di Matera rischia di vedere protrarsi i disagi. La richiesta politica è chiara: procedure più snelle, priorità basate sui flussi reali e un dialogo permanente con Anas e le imprese per ridurre l’impatto sulla vita quotidiana dei cittadini e sulle attività economiche del territorio.

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