Il 9 agosto alle 19.30, Largo San Martino si trasformerà in un palcoscenico a cielo aperto per un evento unico che unisce teatro filosofico, danza e arte condivisa. Roba da matti diventa un cammino rituale, un viaggio di scoperta attraverso lo spazio urbano, guidato dalla sensibilità e dalla forza espressiva di ragazzi con diverse abilità.
Questa esperienza itinerante trasforma i vicoli e le piazze in una mappa dell’anima dove le traiettorie dell’immaginazione sono tracciate e collegate lungo i vicoletti da installazioni di ruote di bicicletta recuperate.
Piazzetta San Martino: l’ascolto e la guida
Il viaggio inizia in Piazzetta San Martino nel silenzio profondo. Gli spettatori si dispongono in cerchio attorno a una bambola, centro immobile della scena. Accanto a lei, la figura svettante di un trampoliere custodisce questo momento di pura percezione e attesa.
Dedita all’ascolto, la bambola rappresenta un momento di riflessione. Sarà proprio il trampoliere, con i suoi passi alti e la sua presenza scenica, a farsi guida poetica del pubblico, conducendolo fisicamente e visivamente verso la tappa successiva del viaggio attraverso i vicoli.
La danza e la visione: un cuore drammatico
Seguendo la guida, si giunge in una seconda piazzetta, dove prende vita il cuore drammatico ed espressivo dell’evento. Attraverso la danza e il movimento corporeo, le bambole e i balocchi prendono vita nella terra di mezzo.
Una coreografia suggestiva dà corpo e voce alle visioni letterarie e filosofiche di Charles Baudelaire e Rainer Maria Rilke esplorando l’anima profonda degli oggetti dell’infanzia. Questo momento è un omaggio alla profondità della parola filosofica e alla bellezza del gesto danzato.
Il gioco della condivisione: arte collettiva
Il percorso si conclude in una terza piazza, dove il confine tra attori e pubblico svanisce definitivamente. Attraverso una pittura collettiva, il fare arte diventa un gioco rituale per ritrovare noi stessi insieme agli altri.
Questa esperienza unisce il riciclo dei materiali il gesto danzato, la verticalità del trampoliere e la profondità della parola filosofica per dimostrare come ogni apparente fragilità possa trasformarsi in una straordinaria traiettoria di immaginazione.
Un evento che celebra la creatività e l’inclusione, trasformando la città in un luogo di scoperta e condivisione.



