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Operai di Melfi esprimono dubbi sui nuovi modelli Stellantis

Gli operai di Stellantis a Melfi esprimono dubbi sulla competitività dei nuovi modelli rispetto alle auto cinesi a basso costo.

Operai di Melfi esprimono dubbi sui nuovi modelli Stellantis

Lo stabilimento di Stellantis a S. Nicola di Melfi è al centro di un dibattito acceso. Mentre l’azienda annuncia nuovi modelli e proclami di ripresa, gli operai esprimono preoccupazioni crescenti riguardo al futuro della produzione. L’ultima settimana prima delle ferie estive ha visto chiudersi un periodo di tensioni, con i lavoratori che riflettono sul loro destino.

La disillusione è palpabile tra gli operai della Qualità. Le promesse di ripresa produttiva, spesso annunciate con titoloni sui giornali, sembrano scontrarsi con la realtà vissuta quotidianamente in fabbrica. Un operaio della Qualità, parlando con tono rassegnato, afferma: “Tanti nuovi modelli, ma costano tanto e venderanno poco.”

Nuovi modelli, vecchi problemi

I nuovi modelli come la Ds8 la Ds7 e la Lancia Gamma non convincono gli operai. “La Ds8? Ma lascia perdere!” esclama un lavoratore. “La ds7, la nuova Compass? Ma di che parliamo!” La percezione è che questi modelli non siano competitivi rispetto alle auto cinesi a basso costo che stanno inondando il mercato europeo.

Un operaio della Qualità spiega: “Stiamo producendo auto che nessuno vorrà comprare e che sono state già superate dai tanti modelli cinesi a basso costo che girano in Europa e in Italia. Perché mai un utente dovrebbe spendere 50 mila euro per acquistare un marchio Stellantis se poi ne trova a un terzo di prezzo sul mercato e sono anche auto funzionali?”

La sfida dei concorrenti cinesi

La concorrenza dei modelli cinesi è un tarlo che rode i pensieri dei lavoratori. “La realtà ha già imboccato un’altra direzione”, afferma un operaio. “La risalita produttiva è il ritornello che continuerà ad essere intonato anche il prossimo autunno”, aggiunge con tono scettico.

Il contratto di solidarietà, prorogato al prossimo 31 dicembre, prevede una copertura fino all’80% per i lavoratori senza impiego. Questo è un segnale evidente delle difficoltà che lo stabilimento sta affrontando. “La nostra sensazione è che chi sta ai vertici già sa che la scommessa sui nuovi modelli è a perdere”, dichiara un operaio.

Il caso della Tonale e le prospettive future

Il futuro prospettato dalla multinazionale non convince. “Ogni volta che i capi di Stellantis parlano di Melfi, troviamo titoloni sui giornali, ma noi che lavoriamo lì dentro sappiamo perfettamente che è tutta fuffa”, afferma un operaio. “La vecchia Tonale, che non vendeva a Pomigliano e ora la trasformeranno nella nuova Alfa Romeo prodotta a Melfi?”

La sfida è lanciata e indietro non si torna. Ma la domanda rimane: riusciranno i nuovi modelli a competere con le auto cinesi a basso costo? “La risalita produttiva” è il ritornello che continuerà ad essere intonato anche il prossimo autunno. Ora c’è lo stop estivo. Poi si vedrà. Tra proclami, speranze, immancabili problemi, e nuovi incentivi all’esodo.

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