Ogni anno, la città di Melfi si riunisce per commemorare un evento che ha segnato profondamente la sua storia: il sacrificio del brigadiere Antonio Cezza. Questo giovane carabiniere, di soli 36 anni, ha perso la vita mentre cercava di proteggere i cittadini durante un episodio di violenza nella villa comunale. La commemorazione, che si tiene annualmente, vede la partecipazione di numerose associazioni, cittadini, l’amministrazione comunale e le forze dell’ordine, tra cui i carabinieri.
La commemorazione annuale e il messaggio del Vescovo
La cerimonia di quest’anno ha visto la partecipazione del fratello di Antonio Cezza e del Vescovo di Melfi, Monsignor Fanelli. Dopo un incontro in villa, il Vescovo ha celebrato una messa in suffragio del brigadiere, un momento di raccolta umana e collettiva che ha toccato profondamente tutti i presenti. Durante la funzione religiosa, Monsignor Fanelli ha pronunciato un’omelia significativa, che ha trasmesso un messaggio di grande spessore sociale e culturale.
Un omaggio al sacrificio di Antonio Cezza
L’omelia di Monsignor Fanelli ha onorato il sacrificio umano del brigadiere Antonio Cezza, descrivendolo come un martire della difesa e dell’incolumità dei cittadini. Il Vescovo ha sottolineato come Cezza, benché non in servizio, abbia corso nella villa comunale, piena di mamme, bambini e famiglie, per fermare una violenza che avrebbe coinvolto tante persone. Il brigadiere ha pagato con la vita la sua generosità, il suo senso del dovere e il suo impegno costante nel difendere la comunità, h 24.
Il messaggio del Vescovo e l’importanza della memoria
Il Vescovo ha anche parlato dell’attualizzazione del concetto di sicurezza, legalità, giustizia e libertà di espressione, sottolineando l’importanza della difesa della vita di ogni singolo cittadino. Questo messaggio, nobile ed educativo, è stato accolto con grande apprezzamento dai presenti e merita di essere conosciuto e diffuso oltre la messa celebrata. Monsignor Fanelli è stato invitato a pubblicare e diffondere il suo messaggio, affinché possa raggiungere un pubblico più ampio e contribuire a sensibilizzare tutti sui valori della sicurezza e della legalità.
Melfi non può e non deve dimenticare il sacrificio di Antonio Cezza. Questo evento deve essere trasmesso alle generazioni future, affinché conoscano la storia e il valore del coraggio e del sacrificio. Il ricordo di Cezza è un monito costante per tutti i cittadini, un invito a vivere con responsabilità e impegno per la comunità.
Il monumento e l’intitolazione della via
Da sindaco di Melfi, insieme all’intero consiglio comunale, sono stati intrapresi passi significativi per conservare la memoria di Antonio Cezza. È stata intitolata una via nei pressi della villa comunale in suo onore e realizzato un monumento con la collaborazione dell’Associazione nazionale dei carabinieri di Melfi, presieduta allora dal maresciallo Caputo. Il monumento, situato all’ingresso del giardino pubblico, vicino al luogo dove Cezza è stato colpito a morte, è un simbolo tangibile del ricordo e del rispetto che la città nutre per il suo eroe.
Il sacrificio di Antonio Cezza è un esempio di coraggio e dedizione che non deve essere dimenticato. La città di Melfi, attraverso le sue commemorazioni annuali e i suoi monumenti, onora il suo ricordo e trasmette alle future generazioni i valori di sicurezza, legalità e impegno civile che lui ha incarnato. Il messaggio del Vescovo di Melfi, Monsignor Fanelli, è un richiamo potente a non dimenticare e a continuare a vivere secondo questi principi.



