In un contesto industriale complesso come quello di S. Nicola di Melfi, le dinamiche interne giocano un ruolo cruciale nella distribuzione dei turni di lavoro. Le squadre preferite e le liste nere sono fenomeni che, secondo le testimonianze, caratterizzano da tempo la realtà operativa della fabbrica.
Le squadre preferite e le liste nere
Secondo un operaio che ha preferito mantenere l’anonimato, i capi Ute in accordo con i gestori operativi, mantengono una lista nera di lavoratori che non vengono mai chiamati per i turni. Questa pratica, sebbene contrasti con la Cassa integrazione che dovrebbe coprire tutti, sembra radicata nel tempo. “Il clima è pesante sulla linea e se scendi, e non sei ben visto, ti mettono sulle postazioni peggiori”, afferma la fonte.
Le ragioni dietro le esclusioni
Le ragioni che portano un operaio a finire nella lista nera sono diverse. Tra queste, ci sono le malattie frequenti o l’uso della legge 104. “Se un operaio fa troppe malattie o ha la 104, e chiama solo qualche ora prima per dire che non può scendere per il turno, questi fattori lo fanno retrocedere automaticamente tra gli antipatici, gli inaffidabili da tenere a casa”, spiega l’operaio.
La rotazione e le preferenze personali
La rotazione tra i colleghi sulla linea di produzione dovrebbe essere equa, ma in realtà, i capi tendono a preferire sempre gli stessi operai. “Molti sono amici, parenti, fiduciari e in effetti sono quasi sempre loro a scendere in fabbrica”, rivela la fonte. Questa pratica, sebbene tacita, crea un ambiente di lavoro in cui solo alcuni privilegiati hanno la possibilità di lavorare regolarmente.
Le conseguenze delle preferenze
Le conseguenze di queste dinamiche sono evidenti. “Tizio deve stare a casa e basta, e non deve neanche rompere”, afferma l’operaio. Questo atteggiamento porta a una situazione in cui solo un numero base di lavoratori, definiti “bravi” o “lecchini”, vengono regolarmente chiamati per i turni. Questi operai, che non si lamentano e lavorano duramente, diventano indispensabili per mantenere la produzione.
Nicola di Melfi rivelano un sistema complesso di preferenze e esclusioni che influenzano profondamente la vita lavorativa degli operai. Nonostante la Cassa integrazione dovrebbe garantire equità, le testimonianze rivelano una realtà ben diversa, in cui le decisioni dei capi Ute giocano un ruolo determinante.



