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Tito Musso, una vita tra banca, territorio e servizio discreto

Una vita dedicata alla finanza, all'insegnamento e al servizio del territorio: Tito Musso lascia un'eredità di competenza e discrezione che ha segnato Cuneo e la finanza italiana

Tito Musso, una vita tra banca, territorio e servizio discreto

Nato a Genova nel 1938, cresciuto tra le difficoltà dello sfollamento e segnato da una famiglia con forti memorie del Novecento, Tito Musso è stato per decenni una presenza solida nel mondo della contabilità, della banca e dell’amministrazione locale. La sua carriera ha oscillato fra l’insegnamento, l’impegno politico cittadino e incarichi di rilievo nelle istituzioni finanziarie italiane, sempre con uno stile sobrio e orientato al risultato.

Accanto alla vita professionale emergono tratti personali che lo hanno reso noto in provincia: amante della montagna, lettore appassionato e uomo di rapporti discreti ma profondi, Musso preferiva che fossero i fatti a parlare. La famiglia e gli amici ricordano il suo principio-guida: «Alla montagna si restituisce, non si presenta il conto», frase che sintetizza il suo approccio al servizio pubblico e volontario.

Gli inizi nella formazione e nell’amministrazione locale

Negli anni Sessanta e Settanta Tito Musso svolse attività di docente di ragioneria presso l’Istituto tecnico commerciale di Cuneo dove formò generazioni di professionisti. Parallelamente, negli anni Settanta, avviò il suo percorso in politica locale come consigliere comunale, schierandosi nelle fila socialiste e mettendo a disposizione la sua competenza in bilancio per l’amministrazione cittadina. La capacità di spiegare numeri complessi in modo comprensibile lo rese subito un punto di riferimento in Municipio.

Carriera nel mondo bancario e finanziario: incarichi e interventi

Sul piano professionale la carriera di Musso comprende ruoli di responsabilità in importanti enti e istituzioni finanziarie. Negli anni Novanta guidò Ifitalia (gruppo Bnl) come amministratore delegato dal 1990 al 1995 assumendo la leadership in un settore strategico come il factoring. Nel 1993 ricevette la nomina a Cavaliere dell’Ordine al Merito della Repubblica Italiana, riconoscimento che mantenne sempre con discrezione.

Nel 1996 fu chiamato a dirigere Artigiancassa come direttore generale e, l’anno successivo, firmò con la Regione Piemonte un’intesa dedicata al credito agli artigiani: un esempio concreto del suo interesse per il sostegno alle imprese locali. A fine anni Novanta ricoprì il ruolo di vicedirettore centrale della Banca Nazionale del Lavoro mentre dal 2000 accettò mandati fiduciari per la Banca d’Italia per seguire istituti in difficoltà, assumendo anche l’incarico di commissario liquidatore di Sicilcassa. Queste esperienze testimoniano la sua reputazione come esperto di risanamento bancario.

Ruolo nella Granda: Banca Regionale Europea, ViViBanca e la gestione delle crisi

Tra il 2010 e il 2014 Musso fu consigliere e membro dell’esecutivo di Banca Regionale Europea (gruppo Ubi), contribuendo con competenza ai processi decisionali. Nel 2019 entrò nel consiglio di amministrazione di ViViBanca istituto alla cui nascita e ottenimento della licenza aveva partecipato, divenendo poi socio nella holding di controllo. La sua presenza in questi enti è stata spesso collegata a fasi di consolidamento e riorganizzazione.

Impegno per Limone Piemonte e ultimo periodo professionale

Tra gli episodi che hanno segnato il rapporto di Musso con il territorio cuneese c’è l’impegno per la Riserva Bianca di Limone Piemonte. Dal 2016 al 2019 assunse prima l’incarico di amministratore delegato e poi la presidenza di Lift Spa la società che gestisce gli impianti di risalita, con l’obiettivo dichiarato di risanare la situazione economica e rilanciare l’area sciistica. A fronte di un impegno diretto, scelse di operare senza compenso, sottolineando una scelta etica: dare alla montagna un aiuto concreto invece di trasformarlo in guadagno personale.

Nel corso della sua lunga attività professionale affiancò anche giovani colleghi e studenti: molti ex allievi ricordano che la sua porta era sempre aperta, e che spesso offriva consigli pratici e orientamento senza chiedere nulla in cambio. Questo lato umano è stato frequentemente rimarcato nelle testimonianze successive alla sua scomparsa.

Ricordi, famiglia e cerimonia funebre

La scomparsa di Tito Musso ha suscitato commozione tra colleghi, amministratori e conoscenti. Lascia la moglie Franca, i figli Fabio e Tullio, nuora Raffaella e i nipoti Giorgio, Edoardo, Milla e Sofia, oltre alle sorelle Annamaria e Luisa. I familiari hanno chiesto che il ricordo della sua vita venga mantenuto attraverso aneddoti, fotografie e testimonianze degli anni trascorsi tra insegnamento, finanza e impegni sul territorio.

La cerimonia di commiato è fissata per martedì 7 luglio alle 10.30 al Tempio crematorio di Magliano Alpi, con partenza dall’ospedale Santa Croce di Cuneo alle 9.45. Numerosi colleghi istituzionali hanno già espresso parole di stima per la sua capacità di «mettere in ordine» situazioni complesse e per l’attenzione costante verso il bene comune.

In chi lo ha conosciuto resta la memoria di un professionista che ha attraversato i decenni senza ostentazione, capace di affrontare crisi finanziarie nazionali e temi locali con lo stesso rigore. Il suo modo di operare, fondato su competenzaserietà e una profonda attenzione per il territorio, lascia un modello che molti descrivono come raro nella vita pubblica e professionale contemporanea.

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