Il Venezuela è stato scosso da due potenti terremoti, di magnitudo 7,1 e 7,5, che hanno causato devastazione e morte. L’epicentro delle scosse è stato localizzato a circa 24 chilometri a nord-est di San Felipe, nella parte settentrionale del paese, a 265 chilometri dalla capitale Caracas. La presidente ad interim Delcy Rodriguez ha dichiarato lo stato di emergenza, mentre i soccorsi sono ancora in corso per salvare le persone intrappolate tra le macerie.
Testimonianze di chi ha vissuto la tragedia
Rocco D’Aloia, un italiano di 61 anni residente a Sant’Arsenio ma attualmente a Caracas per lavoro, ha raccontato la sua esperienza. “Ero nel mio appartamento all’interno di un palazzo di 11 piani e stavo guardando la partita di calcio del Brasile quando sul telefono è arrivata un’allerta per terremoto. Il palazzo oscillava, una cosa tremenda. Non potevo camminare e sono caduto due volte. Le sedie, i mobili e i quadri sono venuti giù. È stato un disastro e pensavo crollasse la struttura.” D’Aloia ha poi aiutato una vecchietta a uscire dall’edificio.
La situazione attuale e gli interventi di soccorso
La presidente ad interim Delcy Rodriguez ha aggiornato il bilancio delle vittime: “Abbiamo 32 morti e oltre 700 feriti in ospedale. Lo stato più colpito è La Guaira. Ci sono decine di edifici danneggiati. Là è una vera tragedia. Stiamo ricevendo squadre di recupero e di soccorso. Voglio ringraziare il presidente Trump, come altri governi che ci stanno aiutando.”
La situazione è critica anche a Caracas, dove interi palazzi sono crollati e centri commerciali, negozi e ristoranti sono stati distrutti. Il trasporto è fermo, le scuole sono chiuse e molti servizi sono stati sospesi. La comunità italo-venezuelana è stata duramente colpita, con molte abitazioni distrutte. L’ambasciata italiana ha aperto le proprie porte per dare rifugio alle famiglie sfollate.
L’impatto sui centri urbani
L’impatto sui centri urbani è stato immediato. La Guaira, in particolare la città di Catia La Mar, è stata dichiarata zona di disastro. Interi complessi residenziali, come i palazzi Hugo Chávez e le strutture di Playa Grande, sono collassati, mentre le fughe di gas hanno innescato incendi diffusi. Anche l’aeroporto internazionale Simón Bolívar di Maiquetía ha dovuto sospendere tutti i voli a causa del crollo dei controsoffitti nei terminal.
Il vicepremier e ministro degli Esteri Antonio Tajani ha attivato immediatamente l’Unità di crisi della Farnesina. L’ambasciatore italiano a Caracas, Giovanni Umberto De Vito, ha confermato che non risultano vittime tra i connazionali registrati sul portale Viaggiare Sicuri. Tuttavia, la situazione resta critica per la numerosa comunità italo-venezuelana.



