23 Giugno 2026 ☀ 24°

Petrolio in Basilicata: critiche del Pd sulle scelte della giunta regionale

Piero Lacorazza del PD in Consiglio regionale contesta la gestione della questione idrocarburi: nell'ultima giunta la formulazione usata è stata 'iniziata la discussione' su addendum e permessi come 'La Capriola' e 'Il Perito', mentre il bilancio regionale mostra una dipendenza mai vista prima

Petrolio in Basilicata: critiche del Pd sulle scelte della giunta regionale

Durante l’ultima riunione della Giunta della Regione Basilicata non sono state approvate le delibere relative alla gestione degli idrocarburi. La formula ufficiale adottata è stata «iniziata la discussione», ma per il capogruppo del PD Basilicata in Consiglio reginalePiero Lacorazzaquesto passaggio evidenzia un problema più ampio di strategia e visione.

Al centro del confronto restano l’addendum e le integrazioni dell’intesa fra Regione ed ENI-SHELL (richiamata dalla DGR 357/2026) e due possibili permessi di ricerca denominati «La Capriola» e «Il Perito». Lacorazza avverte che l’attuale esecutivo regionale, guidato da Bardi e sostenuto da una maggioranza di centrodestra, rischia di indebolire la propria capacità negoziale sia nei confronti del Governo nazionale sia verso le compagnie coinvolte.

Crisi di visione e dipendenza del bilancio regionale

Secondo Lacorazza la vicenda del petrolio, che sette anni fa era stata presentata come un’opportunità di svolta, sta subendo una regressione politica. Il mantra retorico, sintetizzato nella frase «Abbiamo il petrolio e i giovani vanno via», è stato sfruttato anche dalla destra lucana, ma oggi, aggiunge il capogruppo, emergono elementi concreti di fragilità: mancano piani e programmi e non c’è una visione integrata per gli investimenti volti alla transizione e alla sostenibilità ambientale, sociale ed economica.

Lacorazza segnala numeri che, a suo avviso, chiariscono la gravità della situazione: circa 100000000 euro destinati allo sviluppo sono stati dirottati per coprire deficit sanitari, in una sanità regionale che vede 60000 lucani rinunciare alle cure e spese per 130000000 euro per chi si cura fuori regione. Questi dati sono usati per sottolineare quella che definisce una vera dipendenza del bilancio dalla gestione degli idrocarburi.

Scadenza ENI-SHELL in Val d’Agri e l’urgenza del confronto

La scadenza della concessione ENI-SHELL in Val d’Agri prevista per il 2029 è citata come elemento che richiede una discussione trasparente e approfondita: «La coda e la fine del PNRR», afferma Lacorazza, ha già avuto un impatto significativo sull’economia regionale e impone di chiarire obiettivi e strategie sull’uso delle risorse energetiche locali.

In questo contesto il capogruppo PD ricorda la richiesta avanzata da due anni per l’elaborazione di un Piano Strategico Regionale. A suo giudizio, però, la risposta dell’amministrazione è stata nulla: «zero e porto zero», una formula usata per denunciare il mancato rispetto dello Statuto della Regione Basilicata e, più in generale, il venir meno di un confronto pianificato con cittadini e territori.

Elementi concreti in discussione

Le delibere rinviate riguardano aspetti tecnici ed economici: l’addendum alla DGR 357/2026 e le integrazioni all’accordo con ENI-SHELLinsieme alle intese su «La Capriola» e «Il Perito», rappresentano elementi negoziali critici. Secondo Lacorazza, il mancato voto non solo rallenta le decisioni ma rischia di indebolire la posizione della Regione quando si discuterà della concessione in scadenza.

Nel richiamare la necessità di chiarezza, il capogruppo evidenzia come la gestione di risorse e ricadute economiche non possa limitarsi a slogan: servono strumenti programmatori e una sintesi tra sviluppo, tutela ambientale e risposte ai bisogni sanitari e sociali dei lucani.

Il richiamo finale di Lacorazza è alla responsabilità istituzionale: aprire un confronto reale e pubblico per definire obiettivi chiari prima che la scadenza del 2029 imponga decisioni e condizioni già consolidate nelle trattative con lo Stato e le compagnie.

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