23 Giugno 2026 ☀ 23°

Assunzioni opache in Basilicata: il ruolo delle agenzie interinali

Dall'emergenza idrica alla gestione del personale: un viaggio nell'organizzazione del lavoro del Consorzio Unico di Bonifica della Basilicata.

Assunzioni opache in Basilicata: il ruolo delle agenzie interinali

In Basilicata, il Consorzio Unico di Bonifica ha adottato un metodo particolare per il reclutamento del personale. Dal 2018 al 2026, l’ente ha utilizzato agenzie interinali per assumere lavoratori, spesso invocando l’emergenza idrica come giustificazione. Ma come funziona davvero questo sistema? E quali sono le implicazioni per la regione?

La storia inizia con una delibera del 25 settembre 2018, quando il Consorzio ha affidato a Manpower S.r.l. la somministrazione di un saldatore. Da allora, il meccanismo si è consolidato, con proroghe continue e cambi di agenzia, fino all’affidamento a Randstad Italia S.p.A. nel 2026 e a IN.HR Agenzia per il Lavoro S.p.A. nel 2026.

Le fasi del reclutamento: da Manpower a IN.HR

Nel 2026, il contratto con Manpower è stato esteso anche a un elettromeccanico, con la delibera n. 607 del 7 agosto. Le proroghe si sono susseguite nel 2026, con una formula ricorrente: nelle more di una ricognizione generale dell’intero fabbisogno di personale. Nel 2026, il Consorzio ha raggiunto il numero massimo di proroghe consentito dalla legge e ha optato per lo staff leasing un contratto di somministrazione a tempo indeterminato.

Nel 2026, il perimetro del servizio si è allargato, con l’affidamento a Randstad per operai specializzati e generici. Le delibere del 2026 hanno evidenziato un problema strutturale: il depotenziamento dei Centri Operativi e la mancanza di figure specializzate. Nel 2026, il Consorzio ha richiesto anche impiegati di concetto, con una procedura formalmente corretta ma opaca nella selezione dei singoli lavoratori.

Nel 2026, il meccanismo si è perfezionato con l’affidamento a IN.HR per 14 lavoratori e la prosecuzione del rapporto con Randstad. Nel 2026, la delibera n. 518 del 6 giugno ha mostrato un peggioramento nella trasparenza, con un solo operatore interpellato e una tempistica fulminea.

Le criticità del sistema: trasparenza e giustizia

Il Contratto Collettivo Nazionale di Lavoro per i Consorzi di Bonifica prevede l’assunzione per chiamata o concorso. Tuttavia, il Consorzio Unico di Bonifica della Basilicata ha utilizzato agenzie interinali, aggirando le procedure ordinarie. Questo ha sollevato domande sulla trasparenza e sulla giustizia del sistema, soprattutto in una regione che perde giovani residenti.

Le delibere del Consorzio documentano con precisione gli importi e le procedure, ma tacciono sulla selezione dei singoli lavoratori. Fonti attendibili riferiscono che tra i lavoratori somministrati figurano persone con legami familiari o politici con funzionari dell’ente. Questo ha trasformato il meccanismo da anomalia amministrativa a possibile strumento di collocamento mirato.

Nel frattempo, centinaia di lucani qualificati continuano a lasciare la regione in cerca di opportunità lavorative. L’opacità delle assunzioni del Consorzio Unico di Bonifica della Basilicata è una questione di giustizia, soprattutto in una terra dove le opportunità di lavoro pubblico sono poche e contese.

Le domande senza risposta

Chi ha scelto i lavoratori inviati dalle agenzie al Consorzio? Con quali criteri? Qualcuno di loro è stato successivamente stabilizzato? Perché il Consorzio, che da otto anni dichiara di avere un organico insufficiente, non ha mai bandito un concorso? Queste sono solo alcune delle domande che meritano una risposta.

In una regione che perde abitanti ogni anno, l’opacità delle assunzioni del Consorzio Unico di Bonifica della Basilicata non è un dettaglio burocratico. È una questione di democrazia e di giustizia sociale. Le risposte a queste domande potrebbero fare la differenza per il futuro della Basilicata e dei suoi giovani.

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