23 Giugno 2026 ☀ 24°

Responsabilità sanitaria: come cambiano le regole per strutture e medici

La riforma Gelli-Bianco e il decreto attuativo del 2026 stanno introducendo nuove regole per la responsabilità sanitaria, cambiando il rapporto tra strutture, medici e compagnie assicurative.

Responsabilità sanitaria: come cambiano le regole per strutture e medici

La responsabilità sanitaria in Italia sta vivendo una profonda trasformazione grazie alla riforma Gelli-Bianco e al decreto attuativo del 2026. Queste nuove norme stanno ridefinendo il modo in cui strutture sanitarie e medici gestiscono il rischio e la responsabilità civile, introducendo nuovi obblighi e cambiando il rapporto con le compagnie assicurative.

La riforma Gelli-Bianco, entrata in vigore nel 2017, ha già portato significativi cambiamenti nel sistema della responsabilità sanitaria. Tuttavia, è con il decreto attuativo del 2026 che si stanno introducendo nuove regole che impattano direttamente sulla gestione del rischio e sulla copertura assicurativa delle strutture sanitarie.

Il decreto attuativo del 2026 e l’analisi attuariale

Il decreto ministeriale 232/2026 ha introdotto l’obbligo per le strutture sanitarie di giustificare con dati attuariali ogni scelta di copertura assicurativa. Questo significa che ogni decisione relativa alla gestione del rischio, come l’assicurazione totale, parziale o l’autoritenzione, deve essere supportata da un’analisi quantitativa.

Un convegno tenutosi a Milano il 13 maggio ha presentato i modelli quantitativi che stanno cambiando il rapporto tra ospedali, compagnie assicurative e broker. Durante l’evento, è emerso che una regione italiana di medie dimensioni potrebbe affrontare una spesa annua di circa 294 milioni di euro per sinistri di responsabilità civile sanitaria, che potrebbe salire a 381 milioni in uno scenario sfavorevole.

L’importanza dell’analisi attuariale

L’analisi attuariale è diventata un elemento fondamentale nella governance delle strutture sanitarie. Grazie a questa analisi, le strutture possono misurare il rischio in modo più preciso e prendere decisioni più informate riguardo alla copertura assicurativa. Questo approccio non solo migliora la gestione del rischio, ma permette anche di negoziare in modo più efficace con le compagnie assicurative.

Il professor Nino Savelli, ordinario presso la Facoltà di Scienze bancarie, finanziarie e assicurative dell’Università Cattolica, ha sottolineato durante il convegno l’importanza di misurare il rischio in modo accurato. Secondo Savelli, lo scarto tra valore atteso e scenario avverso non è un’eventualità remota, ma una probabilità calcolabile con strumenti standard.

La responsabilità solidale e il diritto di regresso

La riforma Gelli-Bianco ha introdotto la responsabilità solidale tra strutture sanitarie e medici, complicando la gestione dei risarcimenti. Quando più soggetti sono condannati solidalmente al risarcimento dello stesso danno, ciascuno di essi è tenuto per l’intero importo nei confronti del danneggiato.

Una recente sentenza della Cassazione, la n. 18559 dell’8 giugno 2026, ha chiarito che l’assicuratore che ha pagato il risarcimento non può rivalersi direttamente sull’assicurazione del collega corresponsabile. Deve invece agire direttamente contro il medico responsabile, che poi potrà coinvolgere la propria compagnia assicurativa.

Le implicazioni pratiche

Questa struttura a due passaggi ha conseguenze operative rilevanti per la gestione del contenzioso sanitario. Per le strutture sanitarie e i loro assicuratori, la pronuncia significa che il recupero delle quote di danno attribuibili ai medici corresponsabili deve seguire un percorso ben definito.

Il primo passaggio è che l’assicuratore della struttura agisce nei confronti del medico corresponsabile direttamente, esercitando il diritto di regresso. Il secondo passaggio è che il medico, una volta chiamato in causa per il regresso, può a sua volta chiamare in causa la propria compagnia assicurativa per ottenere la manleva contrattualmente prevista.

Le limitazioni al diritto di regresso e rivalsa

La legge Gelli-Bianco ha introdotto limitazioni al diritto di regresso e rivalsa delle strutture sanitarie. Queste limitazioni impediscono di ottenere, nei rapporti interni, un risarcimento superiore al triplo del valore maggiore della retribuzione lorda o del corrispettivo convenzionale conseguiti nell’anno di inizio della condotta causa dell’evento.

Queste limitazioni hanno una giustificazione costituzionale e mirano a bilanciare i diversi interessi in gioco. La Corte dei Conti del Lazio ha sottolineato che la legge Gelli-Bianco distingue il debito di garanzia verso terzi, che resta solidale e per l’intero, dal debito risarcitorio nei rapporti interni.

Queste nuove regole stanno ridefinendo il rapporto tra strutture, medici e compagnie assicurative, rendendo la gestione del rischio più trasparente e informata.

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