Nel cuore dei reparti di lungodegenza, nucleo coma vegetativo e riabilitazione dell’ospedale di Lauria, tutti i venti posti letto risultano occupati e, durante il turno notturno, sono affidati a un solo infermiere. Da settembre, la situazione è aggravata dall’assenza totale di operatori socio-sanitari (OSS) che avrebbero dovuto coadiuvare il lavoro clinico. Questa condizione è stata denunciata dalla FIALS Potenza, che da fine giugno ha inviato tre solleciti all’ASP di Potenza senza ricevere alcuna risposta concreta.
Turno notturno con un solo infermiere per venti posti letto
Il rapporto attuale supera di tre volte la soglia ritenuta sicura a livello europeo. Lo studio RN4CAST coordinato da un consorzio di ricerca, stabilisce infatti che il limite di sicurezza è di un infermiere ogni sei pazienti. Lauria registra quindi un rapporto di uno per venti. Inoltre, una ricerca pubblicata nel 2014 su The Lancet da Linda H. Aiken, che ha analizzato più di cento ospedali in nove paesi, evidenzia che ogni paziente aggiuntivo assegnato a un infermiere incrementa di circa il 7 % il rischio di mortalità entro trenta giorni dal ricovero.
Standard europei di rapporto infermiere-paziente
Secondo i criteri internazionali, un carico di lavoro così elevato non è solo inefficiente, ma pericoloso. L’allungamento dei turni e la mancanza di personale di supporto aumentano lo stress operativo, riducono la capacità di monitorare vigilamente i pazienti e rendono più probabile il verificarsi di errori clinici. Il rischio di mortalità cresce in modo proporzionale al numero di assistiti per infermiere, creando una grave vulnerabilità per le persone ricoverate in condizioni critiche.
Mancanza di OSS e fisioterapisti: cause e conseguenze
All’inizio di settembre, cinque OSS si sono assentati per periodi prolungati, obbligando la direzione a riorganizzare i turni in maniera drastica: le presenze notturne degli OSS sono state eliminate e, per colmare il vuoto, gli infermiere sono stati chiamati a svolgere straordinari, nonostante fossero già sotto pressione. Parallelamente, la carenza di fisioterapisti sta minacciando la continuità dei progetti riabilitativi. La FIALS aveva segnalato, sempre il 25 giugno, che i pensionamenti non erano stati sostituiti, e che l’azienda aveva semplicemente smistato la nota all’ufficio del personale, senza effettuare assunzioni concrete. Le promesse di nuovi contratti per fisioterapisti non hanno prodotto alcun risultato a Lauria.
Richieste della FIALS e silenzio dell’ASP
Il sindacato ha richiesto, con una comunicazione del 13 agosto, un aggiornamento dettagliato sullo stato di attuazione del Piano Triennale dei Fabbisogni di Personale, approvato il 20 gennaio 2026. La richiesta comprendeva il numero di posti effettivamente coperti, i concorsi avviati o chiusi e le motivazioni dei ritardi, con un termine di risposta fissato al 28 agosto. A otto mesi dall’approvazione, l’ASP non ha fornito alcuna tabella, né spiegazioni né date operative. Di fronte a questo vuoto informativo, la FIALS ha annunciato l’intenzione di dichiarare lo “stato di agitazione del personale” e di attivare la procedura di raffreddamento davanti alla Prefettura di Potenza, come già fatto lo scorso aprile per la dialisi di Lauria-Maratea.



