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Rinnovabili in Basilicata: dati, ritmi di crescita e prospettive

Dati chiave sulle installazioni, la produzione locale e il caso virtuoso del riciclo dei pannelli raccontati nello studio presentato a Roma

Rinnovabili in Basilicata: dati, ritmi di crescita e prospettive

La Basilicata è al centro dell’attenzione per il suo mix energetico: lo studio “Italia Rinnovabile” con focus regionale evidenzia un’installazione complessiva di 2.548 MW da fonti rinnovabili fino al 2026, pari al 3,1% del totale nazionale. Questi numeri spiegano la posizione di rilievo della regione, ma nascondono anche ritmi di crescita che, se mantenuti, allontanerebbero il raggiungimento delle mete fissate per la transizione energetica.

Il rapporto, presentato a Roma da Legambiente, non si limita alle cifre complessive: ricostruisce il ruolo delle diverse tecnologie, le dinamiche di installazione degli ultimi anni e racconta esperienze locali di economia circolare, come l’impianto per il trattamento dei pannelli fotovoltaici a fine vita. L’analisi invita a guardare oltre i megawatt installati, concentrandosi su qualità delle opere, integrazione territoriale e gestione dei rifiuti tecnologici.

Composizione del parco impianti e produzione elettrica

La geografia degli impianti mostra una prevalenza netta dell’eolico, con circa 1.608 MW installati che rappresentano il 63% dell’insieme regionale. Seguono il fotovoltaico al 27,4%, l’idroelettrico al 5,9% e le bioenergie al 3,7%. Nel complesso la produzione elettrica da fonti rinnovabili lucane pesa per circa il 3,5% sul totale nazionale e copre quasi il 90% dell’energia elettrica prodotta sul territorio regionale, segnalando una forte dipendenza locale dalle fonti verdi rispetto ad altre fonti fossili.

Dati tecnici principali

Tra il 2026 e il 2026 la media annua di nuove installazioni si è attestata a poco più di 115 MW, per un totale di circa 583 MW nuovi impianti a fine 2026 (dato aggiornato a 623 MW al 31 marzo 2026). Nel 2026 sono stati aggiunti meno di 180 MW di capacità rinnovabile, leggermente superiori ai circa 150 MW del 2026. Questa traiettoria, se non accelerata, porta a una previsione secondo cui l’obiettivo inizialmente fissato per il 2030 verrebbe raggiunto solo nel 2038, evidenziando un significativo scostamento temporale.

Ostacoli e interventi necessari per accelerare

Secondo il presidente di Legambiente Basilicata, è essenziale che i nuovi impianti siano realizzati non solo in fretta ma con elevati standard progettuali, per garantire un’adeguata integrazione nel paesaggio e nei contesti socioeconomici locali. Il documento richiama la necessità di snellire e velocizzare gli iter autorizzativi, potenziare gli uffici preposti alle valutazioni e rafforzare il quadro normativo. Allo stesso tempo, si sottolinea come sia indispensabile un confronto costante con le comunità per evitare conflitti e favorire l’accettazione dei progetti.

La dimensione culturale e sociale

Oltre agli aspetti tecnici, lo studio mette in luce la necessità di una vera e propria rivoluzione culturale per promuovere le rinnovabili come risposta alla crisi climatica ed energetica e per contrastare l’aumento delle bollette senza ricorrere principalmente a gas o nucleare. Il consenso locale, la formazione e politiche di supporto alle comunità energetiche sono elementi considerati strategici per rendere sostenibile e duraturo il processo di decarbonizzazione.

Economia circolare: il caso Water Life

Nel report è raccontata anche un’esperienza concreta di economia circolare: la società Water Life srl di S. Angelo Le Fratte ha completato nel 2026 un impianto dedicato al trattamento e riciclo dei pannelli fotovoltaici a fine vita. La struttura è predisposta per la classificazione e la gestione dei RAEE non pericolosi, assicurando il recupero di materiali e la produzione di materie prime seconde (MPS) da reinserire nel mercato, riducendo così l’impatto ambientale della filiera fotovoltaica.

Implicazioni per il futuro

L’esempio di Water Life mostra come la transizione energetica non riguardi solo la produzione di energia, ma anche la gestione dei flussi di materiali legati alle tecnologie pulite. Per la Basilicata la sfida è duplice: aumentare con qualità la potenza installata e sviluppare il sistema di recupero e riciclo per chiudere i cicli produttivi. Solo così la regione potrà sfruttare appieno il potenziale delle rinnovabili senza intaccare territori e comunità.

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