La comunità di Vietri di Potenza si trova al centro di un acceso dibattito dopo la presentazione di un progetto per la realizzazione di un impianto eolico da 28 megawatt tra Vietri e Savoia di Lucania, con opere di connessione previste nel comune di Picerno. Il piano contempla la costruzione di cinque aerogeneratori ciascuno con altezza superiore ai 200 metri, due dei quali ricadrebbero sul territorio vietrese: una presenza che l’amministrazione locale giudica dirompente per l’identità del paesaggio.
Il sindaco Christian Giordano ha definito la proposta come un’«aggressione sistematica» al territorio e ha già espresso parere contrario nelle sedi competenti. Accanto alla controversia sull’eolico, l’amministrazione segnala anche pressioni legate a progetti di fotovoltaico industriale, alcune istanze respinte in Conferenza di Servizi ma poi impugnate davanti al TAR, aprendo così un fronte giudiziario che rischia di prolungare e aggravare il conflitto con i proponenti.
Le ragioni del comune
Il nucleo delle obiezioni riguarda l’impatto paesaggistico e la coerenza delle scelte autorizzative: per il primo cittadino l’inserimento di strutture con profili simili a grattacieli in un’area di pregio rappresenta una trasformazione non desiderata. Giordano sottolinea che una torre oltre 200 metri equivale idealmente a un edificio di oltre sessanta piani e che l’area interessata non ha bisogno di essere convertita in una zona industriale. Sul fronte amministrativo, il Comune dichiara di aver sollevato dubbi formali e sostanziali sulle procedure, ipotizzando anche presunte violazioni di legge che saranno oggetto di contestazione.
Impatto visivo e tutela del paesaggio
Dal punto di vista estetico e ambientale, le perplessità ruotano attorno alla capacità delle grandi torri di alterare il profilo orografico e la percezione del territorio. Il sindaco richiama la presenza di aree che la Regione sostiene e valorizza con finanziamenti, citando in particolare il progetto per le Cascate del Vallone del Tuorno, e definisce paradossale che proprio a ridosso di zone oggetto di valorizzazione naturalistica vengano autorizzati impianti di natura industriale. Il tema dell’eventuale degradazione paesaggistica si intreccia con quello della definizione delle aree idonee, che secondo il Comune risultano poco chiare e non aggiornate.
Iter amministrativo e contenzioso
Sul piano procedurale, il progetto è passato attraverso passaggi autorizzativi che l’amministrazione locale giudica insufficienti nel riconoscere le criticità evidenziate. Alcune istanze collegate all’espansione di impianti fotovoltaici sono già state respinte in Conferenza di Servizi, ma le società proponenti hanno presentato ricorsi al TAR, avviando così un contenzioso che potrebbe portare le decisioni nelle sedi giudiziarie. Il Comune dichiara la volontà di tutelare il territorio «in tutte le sedi, giudiziarie e politiche», prospettando una strategia che combina opposizione amministrativa e mobilitazione pubblica.
Accuse alla governance regionale
Un altro capitolo della polemica riguarda la Regione: l’amministrazione lamenta una gestione non organica della pianificazione territoriale e segnala contraddizioni tra azioni di tutela e autorizzazioni per impianti energetici. Secondo il sindaco, il Dipartimento Ambiente finanzia progetti di valorizzazione del territorio ma al contempo autorizza interventi industriali ai margini delle stesse aree protette, generando un contrasto politico e normativo che alimenta la sfiducia locale e solleva interrogativi sulla trasparenza delle procedure.
Proposte alternative e strategie locali
Pur dichiarandosi favorevole alle fonti rinnovabili in linea di principio, l’amministrazione vietrese respinge modelli di sviluppo che considera speculativi e poco integrati nel contesto locale. Tra le proposte avanzate figura il rilancio delle comunità energetiche come strumento per distribuire benefici e coinvolgere direttamente i cittadini nella produzione e gestione dell’energia. Questa strategia viene presentata come un’alternativa che privilegia la sostenibilità sociale oltre a quella ambientale, promuovendo impianti di scala ridotta e partecipati piuttosto che grandi parchi industriali.
La controversia resta aperta: il confronto tra amministrazione, proponenti e Regione proseguirà nei prossimi passaggi tecnici e legali, mentre sul territorio si intensifica il dibattito pubblico su quale modello di transizione energetica sia compatibile con la tutela del paesaggio e il futuro delle comunità locali.



