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Pignola: sequestrate due pistole e 144 munizioni in un’area rurale

Un'operazione della Polizia di Stato ha portato al sequestro di armi e munizioni nascoste nei boschi di Pignola. Scopri come questo ritrovamento potrebbe essere collegato alla rapina Cosmopol del 30 giugno 2026.

Pignola: sequestrate due pistole e 144 munizioni in un’area rurale

In un’area rurale di Pignola, la Polizia di Stato ha scoperto un vero e proprio arsenale nascosto tra la vegetazione. L’operazione, condotta dalla Squadra Mobile della Questura di Potenza con il supporto del Reparto Prevenzione Crimine Basilicata e delle unità cinofile, ha portato al sequestro di due pistole e 144 munizioni di vario calibro. Questo ritrovamento potrebbe avere un collegamento diretto con la rapina ai danni della ditta di trasporto valori Cosmopolavvenuta il 30 giugno 2026.

L’operazione di polizia e il sequestro delle armi

L’attività investigativa è stata condotta nel comune di Pignola, in un’area adiacente ai terreni di proprietà di uno degli indagati per la rapina Cosmopol. Gli agenti hanno individuato diversi nascondigli accuratamente occultati dalla vegetazione, all’interno dei quali hanno rinvenuto una pistola tipo revolver modificata, una pistola a penna e 144 munizioni di vario calibro, sia per armi corte che per armi lunghe. Sono stati inoltre trovati ulteriori contenitori e manufatti, risultati vuoti, che potrebbero essere stati utilizzati per nascondere altre armi o materiale.

La pistola a penna: un’arma sofisticata e letale

Tra le armi sequestrate, spicca la pistola a pennaun’arma da fuoco camuffata ampiamente utilizzata dalla criminalità organizzata, come la camorra e la ‘ndranghetaper la sua facilità di occultamento. Basta, ad esempio, il taschino di una giacca per passare inosservata. Tuttavia, questa arma può essere mortale se i colpi vengono esplosi a bruciapelo a distanza ravvicinata. La pistola a penna è stata ideata da un noto armaiolo della mafia catanese, Guglielmo Ponari, scomparso nel 2019.

Le indagini sulla rapina Cosmopol

Il ritrovamento delle armi potrebbe essere un tassello importante nelle indagini sulla rapina ai danni della ditta di trasporto valori Cosmopolavvenuta il 30 giugno 2026. In quell’occasione, un portavalori era stato disarmato e derubato di 99mila euro. Le forze dell’ordine avevano subito arrestato i componenti della banda, ma le indagini continuano per individuare eventuali complici e mandanti. Tra gli indagati figurano Saverio Riviezzi, capo dell’omonimo clan con base a Pignola, e Vincenzo Barra.

I controlli del territorio e le identificazioni

Nel corso dell’operazione, gli agenti hanno identificato 74 persone, di cui 18 con precedenti di polizia, controllato 58 veicoli ed elevato 4 sanzioni per violazioni al Codice della Strada. Il materiale sequestrato sarà oggetto di accertamenti tecnici e balistici per verificarne la provenienza, la funzionalità e l’eventuale collegamento con ulteriori episodi delittuosi.

Le indagini sono ancora in corso e il procedimento si trova nella fase delle indagini preliminari. Per gli indagati vige il principio di presunzione di innocenza fino a sentenza definitiva di condanna. Intanto, continuano i controlli del territorio per prevenire e contrastare ogni forma di criminalità organizzata.

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