Il report Istat più recente rivela un forte deterioramento del panorama demografico italiano. Nel 2025 il numero di nascite si è attestato a 355.772, pari a un decremento del 3,8% rispetto all’anno precedente, con una perdita netta di circa 14.000 neonati in un solo anno.
Il tasso di fecondità ha raggiunto il minimo storico di 1,14 figli per donna, molto sotto la soglia di sostituzione. Parallelamente, l’età media al parto è salita a 32,7 anni, mentre il primo figlio viene ora avuto per la prima volta all’età di 32 anni.
Andamento nazionale e disparità territoriali
Le nazioni dell’Unione Europea mostrano scenari diversi, ma in Italia la flessione è evidente ovunque: dalla Sardegna, con 0,85 figli per donna, alla Provincia Autonoma di Bolzano, con 1,54. Il Sud Italia registra una diminuzione più marcata dei primi e dei secondi figli, rispettivamente del 5,3% e del 5,5% rispetto al Nord e al Centro.
Fertilità nelle zone interne
Le aree interne, specialmente quelle montane e rurali, subiscono un “effetto svuotamento”. La mancanza di opportunità lavorative e di servizi pubblici rimane il principale fattore di emigrazione giovanile.
Basilicata: un caso emblematico
La Regione lucana emerge tra i punti più critici del Paese. La fertilità complessiva si aggira su 1,08 figli per donna, con un contrasto netto tra cittadine italiane (1,04) e popolazioni straniere (1,83). L’età media alla nascita è di 34 anni per le donne italiane e di 29,1 per le straniere, con una media regionale di 33,6 anni.
Le aree interne della Basilicata assistono a un progressivo spopolamento: piccoli borghi vedono diminuire la popolazione giovanile, mentre i residenti anziani faticano a trovare servizi di cura e assistenza. La precarietà occupazionale, la carenza di alloggi adeguati e l’incertezza dei contratti di lavoro rendono difficile la decisione di ampliare la famiglia.
Le richieste del Forum delle Famiglie
Adriano Bordignon, presidente del Forum Nazionale delle Associazioni Familiari, sottolinea che la denatalità non è un destino inevitabile. “Servono politiche strutturali e continui sostegni per le famiglie”, afferma, evidenziando la necessità di potenziare l’Assegno unico, di rafforzare gli asili nido e di garantire congedi parentali più flessibili.
Gianfranco Apostolo, presidente del Forum delle Famiglie di Basilicata, richiama l’attenzione sulla situazione locale: “Le aree interne sono svuotate, i giovani fuggono, gli anziani restano. È indispensabile un investimento a medio-lungo termine, con risorse certe e una visione di sviluppo territoriale”.
Il Forum propone inoltre una serie di misure concrete: accesso più agevole a alloggi a prezzi sostenibili, incentivi per l’assunzione a tempo indeterminato dei giovani, e una rete territoriale di servizi per l’infanzia capillare. L’obiettivo è creare le condizioni per far sì che la scelta di avere figli non sia più condizionata da incertezze economiche o dalla mancanza di infrastrutture.



