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Lombardia al terzo posto in Europa per Pil: il contributo del settore manifatturiero

La Lombardia si posiziona al terzo posto tra le economie regionali d'Europa, con un Pil di 505 miliardi di euro, superata solo da Île-de-France e Greater London.

Lombardia al terzo posto in Europa per Pil: il contributo del settore manifatturiero

La Lombardia continua a dimostrare la sua forza economica, consolidando la sua posizione come terza regione d’Europa per Prodotto Interno Lordo. Questo risultato è frutto di un sistema produttivo avanzato e di un settore industriale altamente competitivo, che rappresenta il cuore pulsante dell’economia regionale.

Con un Pil di 505 miliardi di euro, la Lombardia si colloca dietro solo a Île-de-France (866 miliardi) e Greater London (713 miliardi), secondo i dati elaborati da Visual Capitalist e riportati dal Corriere della Sera. Questo posizionamento la rende una delle aree più dinamiche e influenti del continente, con un impatto economico paragonabile a quello di interi Paesi europei come Belgio, Austria o Norvegia.

Il tessuto manifatturiero e le Pmi: i pilastri dell’economia lombarda

Il successo economico della Lombardia è sostenuto principalmente dal suo tessuto manifatturiero composto in larga parte da piccole e medie imprese (Pmi) che operano in settori chiave come la meccatronica, l’agroindustria e l’industria biomeccanica. Queste aziende, spesso radicate nei territori locali, sono riuscite a adattarsi rapidamente ai cambiamenti e a investire in innovazione, anche nei periodi più difficili.

Luciana Ciceri, presidente di Api, associazione che rappresenta circa duemila aziende manifatturiere, sottolinea che “il risultato è legato proprio alla capacità delle nostre Pmi di adattarsi, innovare e investire anche nei momenti più difficili”. Questo modello di sviluppo combina competenze consolidateflessibilità e capacità di innovazione elementi cruciali per affrontare le sfide economiche attuali.

Le sfide e le opportunità future

Nonostante i risultati positivi, la Lombardia deve affrontare diverse sfide strutturali. Tra le priorità indicate dal mondo delle imprese ci sono una politica industriale di medio-lungo periodo la riduzione della pressione fiscale costi energetici più sostenibili, un accesso al credito meno oneroso e una maggiore disponibilità di manodopera qualificata.

L’assessore regionale allo Sviluppo economico, Guido Guidesi, evidenzia che “ci sono territori in cui il lavoro e anche fare impresa è parte integrante della comunità”. Questa caratteristica favorisce la nascita di ecosistemi economici capaci di mettere a disposizione delle aziende ricerca, formazione, filiere produttive e servizi. Tuttavia, il confronto con altre aree europee resta condizionato da alcuni svantaggi competitivi, come le condizioni fiscali e la maggiore rapidità degli iter autorizzativi di cui possono beneficiare realtà come la Catalogna, Bilbao o i Länder tedeschi.

Le Zone di innovazione e sviluppo: il piano per il futuro

Per rafforzare ulteriormente la sua competitività, la Regione Lombardia sta lavorando alla creazione delle Zone di innovazione e sviluppo (Zis). L’obiettivo è valorizzare le specializzazioni produttive dei diversi territori, promuovendo una pianificazione a lungo termine che vada dal 2030 al 2050.

Tra le ipotesi allo studio ci sono Bergamo come area di riferimento per la meccatronica una vasta fascia della Bassa Lombardia per l’agroindustria Milano come polo dell’intelligenza artificiale e l’Alta Brianza e il Lecchese per l’industria biomeccanica. “Stiamo lavorando a una pianificazione 2030-2050”, spiega Guidesi, con l’obiettivo di costruire politiche di sviluppo differenziate in base alle vocazioni economiche dei territori.

Il terzo posto lombardo assume ancora più valore considerando che Île-de-France e Greater London possono contare sull’attrattività internazionale di Parigi e Londra e sulla concentrazione di sedi di grandi multinazionali e istituzioni. Nonostante ciò, la Lombardia continua a giocare un ruolo da protagonista nel panorama economico europeo, grazie alla sua capacità di innovare e adattarsi alle sfide del mercato.

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