2 Ottobre 2026 ☀ 13°

Lombardia sul podio economico europeo: Pil da 505 miliardi e prospettive future

Con un Pil di 505 miliardi di euro, la Lombardia è la terza economia regionale d'Europa, superata solo da Île-de-France e Greater London. Scopri come le Pmi e le politiche regionali stanno guidando questa crescita.

Lombardia sul podio economico europeo: Pil da 505 miliardi e prospettive future

La Lombardia si conferma come un gigante economico in Europa, con un Pil di 505 miliardi di euro che la posiziona al terzo posto tra le economie regionali, dietro solo a Île-de-France e Greater London. Questo risultato, frutto di un tessuto imprenditoriale robusto e innovativo, pone la regione in una posizione di rilievo anche rispetto a interi Paesi europei come Belgio, Austria o Norvegia.

Il successo lombardo è sostenuto principalmente dal settore manifatturiero composto da piccole e medie imprese spesso radicate nei territori e capaci di adattarsi rapidamente ai cambiamenti del mercato. La capacità di innovare e investire, anche nei momenti più difficili, è stata evidenziata da Luciana Ciceri, presidente di Api, che rappresenta circa duemila aziende manifatturiere nelle province di Milano, Monza Brianza e Lodi.

Il ruolo delle Pmi e l’importanza dell’innovazione

Secondo Ciceri, il modello imprenditoriale lombardo combina competenze consolidateflessibilità e capacità di innovazione elementi che hanno permesso alle aziende di continuare a investire nella transizione digitale e sostenibile. Nonostante l’incertezza economica, le Pmi lombarde stanno lavorando per aumentare la produttività, entrare in nuove filiere e mercati, e contenere i costi energetici.

Tuttavia, non mancano le sfide. Tra le priorità indicate dal mondo delle imprese ci sono una politica industriale di medio-lungo periodo la riduzione della pressione fiscalecosti energetici più sostenibili un accesso al credito meno oneroso e una maggiore disponibilità di manodopera qualificata.

La struttura sociale ed economica della Lombardia

L’assessore regionale allo Sviluppo economico, Guido Guidesi, sottolinea che dietro i risultati lombardi c’è una particolare struttura sociale ed economica dei territori. “Ci sono territori in cui il lavoro e anche fare impresa è parte integrante della comunità”, osserva Guidesi. Questa caratteristica favorisce la nascita di ecosistemi capaci di mettere a disposizione delle aziende ricerca, formazione, filiere produttive e servizi.

Tuttavia, il confronto con altre aree europee resta condizionato da alcuni svantaggi competitivi. Guidesi richiama in particolare le condizioni fiscali e la maggiore rapidità degli iter autorizzativi di cui possono beneficiare realtà come la Catalogna, Bilbao o i Länder tedeschi. Nonostante ciò, il terzo posto lombardo assume ancora più valore considerando che Île-de-France e Greater London possono contare sull’attrattività internazionale di Parigi e Londra e sulla concentrazione di sedi di grandi multinazionali e istituzioni.

Le Zone di innovazione e sviluppo: il piano per il futuro

La Regione Lombardia guarda ora alla creazione delle Zone di innovazione e sviluppo (Zis) con l’obiettivo di valorizzare le specializzazioni produttive dei diversi territori. Tra le ipotesi allo studio ci sono Bergamo come area di riferimento per la meccatronica una vasta fascia della Bassa Lombardia per l’agroindustria Milano come polo dell’intelligenza artificiale e l’Alta Brianza e il Lecchese per l’industria biomeccanica.

“Stiamo lavorando a una pianificazione 2030-2050”, spiega Guidesi. L’obiettivo è costruire politiche di sviluppo differenziate in base alle vocazioni economiche dei territori e rafforzare la competitività regionale nel lungo periodo. Questo piano strategico mira a consolidare ulteriormente la posizione della Lombardia come motore economico d’Europa.

Continua sull'app Le notizie della tua città, in tempo reale.
Apri nell'app

Potenza adesso

ACCADUTO OGGI
Curiosità storiche legate al 2 Ottobre