Sabato 30 maggio, nel cuore dei Sassi di Matera, si terrà un incontro che mette al centro Le Baccanti di Euripide come punto di partenza per una riflessione collettiva. L’appuntamento è ospitato dal Moyseion, definito il primo museo abitato al mondo, e propone una giornata intensa di scambio tra discipline diverse: archeologia, antropologia, teatro e filosofia. L’intento è quello di usare il dramma euripideo come lente capace di rivelare questioni attuali legate al potere, all’identità e al corpo.
Il progetto nasce dal desiderio di ridare vita al mito incarnato, cioè a quella dimensione del racconto antico che non resta confinata nel passato ma agisce come stimolo per il presente. Il Simposio di ricerca e sperimentazione culturale intitolato “Le Baccanti di Euripide e il Museo Incarnato” vuole costruire uno spazio non convenzionale di dialogo, dove il sapere accademico si incontra con pratiche performative e con la curatela museale. Il Moyseion offre qui non solo una sede, ma un contesto che sostiene l’idea della conoscenza viva che si abita.
Rilettura contemporanea di un dramma antico
Al centro della giornata c’è la rilettura di Le Baccanti, tragedia composta da Euripide alle soglie della sua morte e rappresentata postuma. Il conflitto tra Dioniso e Penteo viene proposto come chiave per esplorare la tensione tra razionalità e istinto, tra norma e trasgressione, tra potere politico e ritualità. Il testo non fornisce soluzioni semplici: piuttosto, si presenta come un luogo di domande aperte in cui il corpo e il rito mettono in crisi ogni categoria prestabilita. In questa prospettiva, il mito diventa strumento per leggere le contraddizioni del presente.
Il corpo come dispositivo interpretativo
Una delle letture proposte considera il corpo come testo e come spazio di conoscenza: il corpo di Penteo, quello delle baccanti e persino il corpo del dio funzionano come soggetti che rompono i confini delle etichette. La scena euripidea è quindi letta attraverso pratiche che connettono antropologia e teatro, osservando come i gesti rituali e le pratiche collettive trasformino le relazioni sociali. Questa attenzione mette in luce il carattere ambivalente del divino e delle identità sociali.
Un confronto multidisciplinare al servizio del mito
Il simposio riunisce ricercatori e professionisti con competenze diverse per favorire un dialogo ricco e non gerarchico. Tra gli interventi previsti figurano contributi di archeologia, filologia, critica d’arte, studi museologici e performativi. L’approccio mira a superare compartimenti disciplinari, attivando confronti che pongano il mito come pratica contemporanea di indagine e sperimentazione, capace di incidere su come si pensa il patrimonio materiale e immateriale.
Relatori e voci in campo
Parteciperanno figure provenienti da istituzioni italiane e internazionali: Elisa Bellato (Antropologa e Museologa, Accademia di Belle Arti di Venezia); Angelo Bianco (Critico d’arte, Fondazione Southeritage); Marina Brancato (Antropologa, Accademia di Belle Arti di Firenze); Angela Carcaiso (Regista teatrale); Francesca Cominelli (Economista della cultura, Université Paris 1 Panthéon-Sorbonne); Luigi Crimaco (Archeologo); Veronica Mecchia (Fotografa, Parigi); Susanna Ravelli (Curatrice, Casa degli Artisti, Milano); Giulia Ricci (Autrice, Roma); Dimitris Roubis (Archeologo, Università degli Studi della Basilicata); Antonio Salerno (Università della Campania “Luigi Vanvitelli”); Claudio Schiano (Filologo classico, Università di Bari). Questo elenco riflette la natura interdisciplinare del progetto e l’intenzione di mettere a confronto saperi eterogenei.
Dettagli pratici e modalità di partecipazione
L’iniziativa si svolge con il patrocinio della Fondazione Matera Basilicata 2019 e di Matera 2026 – Capitale Mediterranea della Cultura e del Dialogo. L’evento è aperto al pubblico in qualità di uditore: la partecipazione è gratuita ma i posti sono limitati. Per iscriversi è necessario inviare una email con uno o al massimo due nominativi a info@fondazione-moyseion-isama.com oppure contattare il numero +39 0835 197 1880. L’accredito sarà considerato valido solo dopo la ricezione della conferma via email, secondo le modalità indicate dagli organizzatori.
Perché partecipare
Chi prende parte al simposio potrà sperimentare una forma di sapere che non resta confinata alle pagine dei libri: l’incontro vuole essere uno spazio per praticare la riflessione collettiva, con momenti che alternano presentazioni, discussioni e possibilità di osservare il Museo Incarnato come ambiente vivo. Come ricorda Antonio Panetta, fondatore e curatore di Moyseion, “Il mito non è un archivio del passato. È una soglia attraverso cui il presente torna a interrogarsi su ciò che non ha ancora risolto.” Questa frase sintetizza l’atteggiamento dell’intera iniziativa.
In definitiva, il simposio propone di rimettere al centro il rapporto tra mito, corpo e istituzioni culturali, inaugurando percorsi di ricerca che siano al tempo stesso critici e pratici. L’appuntamento di sabato 30 maggio offre un’occasione per ascoltare voci diverse, per confrontarsi su questioni antiche e contemporanee e per vivere il museo come luogo che produce nuova conoscenza.



