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Flash mob per Gianluca Griffa: la memoria di un ingegnere coraggioso

Un flash mob per ricordare Gianluca Griffa, l'ingegnere che denunciò i rischi del Centro Olio di Viggiano. Scopri la sua storia e l'importanza della memoria.

Flash mob per Gianluca Griffa: la memoria di un ingegnere coraggioso

Il Centro Olio di Viggiano sarà il palco di un importante momento di riflessione il prossimo 24 giugno. Alle ore 17.30, davanti all’impianto, si terrà un flash mob organizzato dal Presidio Libera Val d’Agri “Ottavia de Luise” e dal Coordinamento Libera Basilicata per ricordare Gianluca Griffa, l’ingegnere Eni morto nell’estate del 2013.

Questa iniziativa fa parte della campagna nazionale di Libera “Fame di verità e giustizia” e sarà collegata in staffetta con il Presidio piemontese di Cuneo. L’obiettivo è riportare al centro dell’attenzione pubblica la storia di Griffa, ufficialmente morto suicida, ma la cui vicenda solleva ancora molti interrogativi.

Le segnalazioni di Griffa e il caso Petrolgate

Gianluca Griffa, ingegnere responsabile della produzione del Centro Oli di Viggiano, aveva sollevato nel tempo preoccupazioni sulle condizioni di sicurezza dell’impianto. Nei suoi memoriale e negli atti del processo “Petrolgate 2 e 3”, inviati alla Procura di Potenza solo nel 2017, Griffa aveva documentato i suoi timori riguardo a criticità che riteneva gravi.

Tra le sue segnalazioni, spiccano i rischi di corrosione perforante dei fondi dei serbatoi e il pericolo di una massiccia contaminazione ambientale. Quello che Griffa aveva previsto si verificò a distanza di qualche anno, confermando la fondatezza delle sue preoccupazioni.

La documentazione e le analisi tecniche

Nei suoi appunti, Griffa aveva messo nero su bianco dati tecnici dettagliati, dimostrando una volontà ferma di non restare in silenzio. Le sue analisi riguardavano non solo la sicurezza degli impiantima anche la tutela dell’ambiente. La sua determinazione a fare il proprio dovere e a non nascondere le preoccupazioni documentate è un esempio di responsabilità civile.

La scomparsa e il dovere di memoria

Dopo aver sollevato queste critiche, il percorso professionale di Griffa all’interno dell’azienda subì un cambiamento significativo, fino alla cessazione del suo ruolo presso il Centro Olio di Viggiano. La sua vita si interruppe tragicamente nell’estate del 2013, quando venne trovato senza vita in un bosco tra le province di Cuneo e Torino, dopo giorni di scomparsa.

Il flash mob del 24 giugno vorrà essere un modo per ricordare la voce di chi aveva sentito il dovere di segnalare i risultati delle sue analisi tecniche. Essere presenti proprio lì dove aveva lavorato è un dovere di memoria e un modo per restituire a Gianluca Griffa la dignità della sua persona e il valore del suo insegnamento.

Questa iniziativa rappresenta anche un richiamo alla responsabilità collettivaper rompere quelle cappe di silenzio che purtroppo sono diffuse in diversi contesti. È fondamentale rafforzare una cultura della trasparenzadell’etica pubblica e della responsabilitàaffinché nessuno sia più lasciato solo come è accaduto a Gianluca Griffa.

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