Il giovedì 24 settembre 2026 il Crob di Rionero in Vulture e l’Università degli Studi della Basilicata hanno dato il via a “La ricerca che cura”, un’iniziativa pensata per avvicinare la ricerca oncologica ai cittadini e alle scuole del territorio. Dalle 15:30, la sede dell’Irccs Crob a Rionero è diventata un vero Villaggio della Ricerca dove studenti, famiglie e curiosi hanno potuto toccare con mano le attività scientifiche quotidiane dell’istituto.
Programma della giornata: laboratori, escape room e incontri diretti
Il pomeriggio è stato suddiviso in tre fasce orarie ben organizzate. Dopo la registrazione alle 15:30, dalle 16:00 alle 19:00 i partecipanti si sono immersi in una serie di laboratori a rotazione. Tra le proposte spiccano l’estrazione del codice genetico dalla frutta, la creazione di modellini di DNA con caramelle e dimostrazioni al microscopio. Le postazioni “Visita con Vista” e “Esplora l’universo microscopico” hanno offerto un approccio hands-on alla biologia molecolare. Inoltre, è stata proposta la sfida “NutriAmo il futuro: bocconi di scienza”, un quiz sulla corretta alimentazione connessa alla ricerca oncologica.
Escape room scientifiche e speed date con i ricercatori
Le Research Escape Room hanno messo alla prova i giovani con enigmi come “Il DNA scomparso” e “Il codice fluorescente”, introdotti per spiegare concetti di citofluorimetria e biologia molecolare in modo ludico. Parallelamente, lo “Speed date con il ricercatore” ha consentito ai partecipanti di confrontarsi direttamente con i membri del team di ricerca, ricevendo risposte immediate alle proprie domande e scoprendo le motivazioni che spingono alla scoperta di nuove terapie.
Rafforzamento della ricerca e testimonianze istituzionali
Il direttore generale dell’Irccs Crob, Massimo De Fino ha sottolineato che il centro è uno dei tre Irccs presenti nel Mezzogiorno, un “orgoglio e una sfida quotidiana” per la cura dei pazienti. De Fino ha ricordato che il gruppo di ricerca è stato potenziato di 14 nuove unità portando il totale a 44 ricercatori. Il direttore scientifico Carlo Calabrese ha evidenziato l’importanza della divulgazione scientifica come ponte tra ricercatori e cittadinanza, auspicando che esperienze come questa possano ispirare le future eccellenze scientifiche.
Presenza istituzionale e momenti culturali
Alle 19:00, l’evento ha visto la partecipazione dell’assessore regionale alla Salute Cosimo Latronico che ha espresso il proprio appoggio alle iniziative di avvicinamento della scienza alla società. Dopo i saluti istituzionali, sono stati presentati “Racconta la ricerca in 180 secondi” e “Cinque storie di ricerca lucana”, brevi video che mostrano il lavoro quotidiano dei ricercatori. La serata si è conclusa dalle 20:30 alle 22:30 con un concerto di Dino Paradiso e Meteopanik offrendo ai presenti un momento di convivialità e approfondimento culturale.
Impatto e prospettive future
L’iniziativa ha dimostrato che la scienza può diventare esperienza e non solo teoria. Gli alunni dell’IIS “Giustino Fortunato” di Rionero, protagonisti della giornata, hanno mostrato subito grande passione e curiosità, confermando che programmi del genere favoriscono l’interesse verso le carriere scientifiche. Con la conferma della qualifica di Irccs da parte del Ministero della Salute e l’ingresso di ulteriori 14 ricercatori sanitari, il Crob si prepara a consolidare il proprio ruolo di riferimento per la lotta contro il cancro nel Sud Italia, continuando a trasformare la ricerca in cura attraverso iniziative inclusive e partecipative.



