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Coinvolgere i sindaci per la riforma sanitaria: svolta in Basilicata

Pittella sottolinea l'importanza del coinvolgimento dei sindaci come metodo permanente per migliorare la sanità territoriale e preparare la riforma sanitaria regionale

Coinvolgere i sindaci per la riforma sanitaria: svolta in Basilicata

Il 18 maggio 2026 si è tenuto un incontro tra Regione, Asp e i sindaci dell’area Marmo Platano Melandro che ha acceso il dibattito sul futuro della sanità territoriale in Basilicata. In quella sede il presidente del Consiglio regionale, Marcello Pittella, ha evidenziato come il nuovo percorso di condivisione avviato da Presidente Bardi rappresenti non soltanto una risposta alle preoccupazioni dei cittadini, ma anche un’occasione per ripensare l’organizzazione dei servizi con maggiore partecipazione istituzionale. Questo articolo ricostruisce le istanze principali emerse e propone una lettura delle priorità operative.

La scelta di passare dal confronto formale alla pratica collaborativa viene presentata come un cambio di paradigma: la partecipazione dei primi cittadini deve diventare un elemento stabile nelle decisioni sanitarie. Lo scopo è costruire un percorso che sia allo stesso tempo pianificato, efficace e vicino ai bisogni reali dei territori, superando le criticità degli ultimi tempi e puntando su programmazione e prossimità dell’assistenza.

Il valore del dialogo istituzionale

Secondo Pittella, il metodo inaugurato con l’incontro rappresenta un modello replicabile: un confronto diretto con i territori che non sia mera formalità ma una pratica istituzionale consolidata. Il concetto chiave è che i processi decisionali sulla sanità territoriale trovino radicamento nell’ascolto dei sindaci, intesi come presidio istituzionale. Questo approccio può ridurre diffidenze e timori dei cittadini, aumentando la trasparenza delle scelte e favorendo soluzioni calibrate sulle specificità locali.

Ruolo dei sindaci

I sindaci dell’area Marmo Platano Melandro sono stati richiamati come interlocutori essenziali: conoscono la domanda di salute quotidiana e possono indicare dove intervenire per migliorare la prossimità dei servizi. Pittella ha sottolineato che il loro coinvolgimento non deve essere un passaggio episodico, ma un metodo strutturale per orientare investimenti, pianificare servizi e monitorare gli esiti. In questo senso, l’azione dei primi cittadini diventa una leva per rendere la riforma sanitaria regionale più coerente con le esigenze locali.

Verso una riforma sanitaria condivisa

Il messaggio politico emerso dall’incontro è chiaro: la riforma non è più rinviabile. Serve una strategia che unisca programmazione e concretezza operativa per rispondere ai bisogni dei cittadini della Basilicata. Pittella ha richiamato la necessità di superare le difficoltà accumulate negli ultimi anni con un impegno coordinato tra Regione, Asp e amministrazioni locali. La condivisione delle scelte deve tradursi in un percorso concreto con tappe e responsabilità definite, evitando scelte calate dall’alto che rischiano di essere inefficaci.

Obiettivi concreti e misurabili

Per trasformare il confronto in risultati occorrono obiettivi chiari: migliorare l’efficacia dei servizi, aumentare la qualità dell’assistenza e garantire maggiore prossimità per le comunità. Pittella ha auspicato che la condivisione porti a piani operativi dotati di indicatori di performance e scadenze, così da monitorare i progressi e correggere la rotta quando necessario. Il ruolo dell’Asp e della Regione sarà quello di tradurre le istanze locali in progetti finanziabili e verificabili.

Programmazione, prossimità e qualità

La sfida che si prospetta per la Basilicata è multidimensionale: coordinare risorse, ascoltare i cittadini e rimodulare l’offerta sanitaria sul territorio. Pittella ha ribadito che la programmazione è fondamentale per evitare interventi frammentati e inefficaci, mentre la prossimità dei servizi resta l’elemento chiave per rispondere ai bisogni di salute quotidiani. La qualità, infine, deve essere misurabile e percepita dagli utenti come reale miglioramento dell’assistenza.

In sintesi, l’incontro del 18 maggio 2026 è stato descritto da Pittella come l’avvio di un metodo che potrebbe segnare un cambio di passo nella gestione della sanità regionale. Se il dialogo con i sindaci diventerà pratica stabile, la Basilicata potrà avviare una riforma basata su condivisione, programmazione e obiettivi chiari, con l’obiettivo di garantire servizi più efficaci e vicini alle comunità.

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