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Carlo Petrini cittadino onorario di Tito: un’eredità per natura e comunità

Un ritratto del legame tra Carlo Petrini e la comunità di Tito: dal riconoscimento del 2013 alle idee che continuano a ispirare rispetto per la terra e per il cibo

Carlo Petrini cittadino onorario di Tito: un’eredità per natura e comunità

La comunità di Tito ha un ricordo vivo di Carlo Petrini, fondatore di Slow Food, recentemente scomparso all’età di 76 anni. Il valore simbolico del suo rapporto con la città viene riaffermato dalle parole di Pasquale Scavone, sindaco di Tito nel periodo 2004-2014, che ricorda con emozione l’atto amministrativo che nel 2013 ha reso Petrini cittadino onorario del comune lucano.

Quel riconoscimento, assegnato il 6 agosto del 2013, non fu soltanto una cerimonia formale: fu un momento di incontro tra idee e comunità, promosso in collaborazione con Slow Food Potenza. Scavone sottolinea come la presenza di Petrini al Centro per la Creatività “Cecilia” abbia dato concretezza a temi che oggi risultano ancora di grande attualità, dal rispetto per la natura alla difesa del cibo come bene comune.

Il significato della cittadinanza onoraria

Attribuire la cittadinanza onoraria a una figura come Petrini ha voluto essere un gesto che va oltre il riconoscimento personale: è stata un’affermazione di valori condivisi dalla comunità di Tito. Scavone ricorda come la proposta sia stata una iniziativa costruita con Slow Food Potenza, segno di un tessuto sociale sensibile alle questioni ambientali e gastronomiche. Il premio intendeva sancire il legame tra chi promuove pratiche sostenibili e chi vive quotidianamente il rapporto con il territorio.

La partecipazione e il suo valore

La partecipazione numerosa all’incontro al Centro per la Creatività “Cecilia” fu considerata da Scavone come indice dell’interesse locale verso le idee portate da Petrini. L’evento favorì il dialogo su come considerare la terra non come proprietà esclusiva ma come bene comune, principio che divenne fulcro di numerose iniziative successive. Secondo l’ex sindaco, il confronto pubblico su questi temi rappresentò un momento formativo per la comunità.

L’eredità intellettuale e civile

Le parole di Scavone evidenziano come il messaggio di Petrini non fosse limitato al campo gastronomico: si trattava di una visione complessiva che unisce ambiente, Cultura e rispetto per l’umanità. Il fondatore di Slow Food è descritto come un promotore instancabile di idee che invitano a rivedere il rapporto con il cibo, valorizzando pratiche locali e sostenibili. Questo patrimonio di idee, secondo Scavone, resta eredità per le generazioni che verranno.

Un modello applicabile ovunque

Scavone sottolinea che le sfide affrontate da Petrini hanno una portata universale: il richiamo a trattare la terra come bene comune e l’attenzione al valore umano del cibo sono principi trasferibili in contesti diversi, dalle comunità rurali alle città. L’ex sindaco definisce Petrini un “cultore generosissimo verso l’umanità”, rimarcando che i frutti del suo lavoro sono accessibili a tutti, indipendentemente dal luogo.

Perché ricordare e come proseguire

Raccogliere l’eredità morale e pratica di Petrini significa mantenere viva l’attenzione sulla sostenibilità, sulla qualità del cibo e sulla tutela del territorio. Scavone invita a trasformare il ricordo in azioni concrete: promuovere pratiche agricole rispettose, sostenere iniziative culturali come quelle ospitate dal Centro per la Creatività “Cecilia” e coltivare la consapevolezza del cibo come elemento di relazione sociale. In questo senso, il riconoscimento del 6 agosto del 2013 non è stato solo un atto simbolico, ma una chiamata a responsabilità collettiva.

Nel rievocare la figura di Petrini, Tito riafferma il legame tra memoria e impegno presente: le idee che egli ha promosso continuano a essere una guida per amministratori, associazioni e cittadini che vogliono lavorare per la cura della comunità e della terra. Come conclude Scavone, il percorso tracciato da Petrini produce frutti disponibili “a disposizione di tutti ed ovunque”, un monito a preservare e diffondere quei principi nel quotidiano.

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