L’agricoltura in Basilicata sta vivendo un momento di grande difficoltà a causa del clima sempre più imprevedibile. Tra luglio e agosto, le temperature massime hanno superato i 35 gradi in due giorni su tre, con conseguenze pesanti sulle colture. La Cia Basilicata ha stimato una riduzione del 15% della resa complessiva rispetto alla media degli ultimi cinque anni, un dato paragonabile alle annate più difficili come il 2003 e il 2022.
Le conseguenze del clima estremo sulle colture
Il caldo estremo e la scarsità d’acqua hanno colpito le colture proprio nella fase più delicata, con effetti devastanti. Tra le produzioni maggiormente penalizzate c’è il pomodoro per il quale nell’area Sud viene stimata una flessione del 16%. La sequenza di eventi estremi registrata negli ultimi mesi, dal nubifragio di Policoro alle piogge torrenziali che hanno interessato il Potentino, ha imposto un cambio di passo.
Le parole di Leonardo Moscaritolo
Per il presidente regionale di Cia BasilicataLeonardo Moscaritolo è necessario intervenire con più infrastrutture, interventi di prevenzione e strumenti assicurativi adeguati. “La situazione è critica”, ha dichiarato Moscaritolo, “e serve un impegno concreto per proteggere le nostre colture e garantire la sostenibilità del settore agricolo.”
I costi per le aziende agricole
Oltre alle difficoltà legate al clima, le aziende agricole devono fare i conti con l’aumento dei costi dei fertilizzanti e dell’energia. A livello nazionale, considerando la minore resa e le ore di lavoro compromesse dalle temperature elevate, la Cia stima per il settore un conto superiore ai due miliardi di euro. Questo rappresenta un ulteriore colpo per un settore già in difficoltà.
La situazione in Basilicata è un esempio emblematico di come il cambiamento climatico stia mettendo a dura prova l’agricoltura. Servono interventi urgenti per proteggere le colture e garantire la sostenibilità del settore agricolo, un pilastro fondamentale per l’economia locale.



