Il Consiglio regionale della Basilicata ha approvato all’unanimità una risoluzione volta a difendere l’autenticità del Made in Italy agroalimentare. La proposta, illustrata dal consigliere Michele Napoli e sottoscritta dalla maggioranza di centrodestra, nasce dalla necessità di chiarire le regole che definiscono l’origine dei prodotti agricoli e alimentari e di tutelare le produzioni locali dalla falsa evocazione dell’origine che può trarre in inganno i consumatori.
Obiettivi della risoluzione e mandato alla Giunta
Con l’atto il Consiglio impegna il presidente dell’Assemblea e la Giunta regionale ad avviare interlocuzioni presso le sedi istituzionali competenti, sia nazionali sia europee, al fine di promuovere un percorso di revisione della disciplina unionale sull’origine doganale dei prodotti agroalimentari. In particolare, la risoluzione richiama l’attenzione sull’articolo 60 del Regolamento (UE) n. 952/2013, che definisce i criteri per l’attribuzione dell’origine doganale, ritenuti oggi insufficienti nel rappresentare la reale provenienza delle produzioni.
Trasparenza e informazione ai consumatori
Il testo sollecita inoltre l’attivazione di iniziative, anche attraverso il Comitato europeo delle Regioni e la Conferenza Stato-Regioni, per rafforzare il principio della trasparenza e della corretta informazione sull’effettiva provenienza dei prodotti. L’obiettivo dichiarato è ridurre la confusione del consumatore causata da regole che, basandosi sull’ultimo paese di trasformazione, possono attribuire origine a prodotti lontani dal territorio di riferimento.
Dialogo con istituzioni europee e campagne di comunicazione
La risoluzione chiede al Governo regionale di promuovere interlocuzioni con i parlamentari europei eletti nella circoscrizione meridionale affinché sostengano iniziative legislative e politiche atte a proteggere l’autenticità del Made in Italy agroalimentare. Inoltre, il documento invita l’Esecutivo a promuovere campagne istituzionali per valorizzare la tracciabilità, la qualità e la filiera dei prodotti regionali, nonché a trasmettere la risoluzione a tutte le principali istituzioni: Parlamento europeo, Commissione europea, Governo italiano, Conferenza delle Regioni e delle Province autonome e alle organizzazioni agricole nazionali e regionali.
Valore per i territori e contrasto alle pratiche ingannevoli
La richiesta esprime la volontà di valorizzare le produzioni che sono espressione diretta dei territori italiani e lucani, contrastando fenomeni che evocano falsamente un’origine italiana o locale. La misura punta a tutelare sia i produttori, sia i consumatori, promuovendo un quadro normativo che favorisca la chiarezza e salvaguardi il valore economico e culturale delle filiere territoriali.
Sessione consiliare: altri temi e interventi
Durante la seduta, oltre alla risoluzione sul Made in Italy agroalimentare, l’Assemblea ha dibattuto anche su temi di politica sanitaria e su diverse mozioni presentate dai gruppi consiliari. È stata richiesta l’anticipazione della discussione di una proposta di legge sul sostegno finanziario al Servizio sanitario nazionale, firmata da Lacorazza, Cifarelli e Marrese, e si è discusso dei criteri di riparto del Fondo sanitario nazionale e della necessità di un approccio che vada oltre le divisioni ideologiche per garantire sostenibilità e cura ai cittadini lucani.
Interventi e sensibilità politiche
Nel corso delle dichiarazioni sono intervenuti i consiglieri Michele Napoli, Gianuario Aliandro, Nicola Massimo Morea e Francesco Fanelli, che hanno sottolineato come le regole attuali sull’attribuzione dell’origine contribuiscano a disorientare i consumatori. È emersa la richiesta di una sintesi politica sulle risorse sanitarie e più in generale sulla distribuzione di fondi tra territori, evidenziando la necessità di criteri più equi e sostenibili.
Infine, il Consiglio ha accolto l’iscrizione di varie mozioni: la tutela e valorizzazione dei siti archeologici della Magna Grecia a Metaponto-Bernalda, la proposta di istituire una zona franca energetica per la Basilicata, iniziative per valorizzare le tavole di Heraclea e l’esposizione stabile al Museo Archeologico della Siritide di Policoro, misure per l’autonomia economica e l’inserimento lavorativo delle donne vittime di violenza e proposte per rafforzare le garanzie di trasparenza e prevenzione dei conflitti di interesse.
La risoluzione sul tema dell’origine doganale verrà inviata agli organi europei e nazionali indicati nel testo, con l’intento di avviare un confronto istituzionale che possa portare a modifiche normative e a iniziative concrete a tutela delle produzioni lucane e italiane.



